Riforma pensioni: per i precoci i tempi si allungano

I tempi di pensionamento per i lavoratori precoci sono destinati ad allungarsi inesorabilmente se non si interviene.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
I tempi di pensionamento per i lavoratori precoci sono destinati ad allungarsi inesorabilmente se non si interviene.

Nel testo approvato della Legge di Stabilità 2016 non è presente nessuna misura che consenta ai lavoratori precoci di poter anticipare l’età pensionabile, ne’ è presente alcun cenno all’ipotesi avanzata dal disegno di legge Damiano che avrebbe permesso la pensione anticipata con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età del lavoratore, senza avere penalizzazioni sull’assegno previdenziale.   Neanche nei vari dossier che il governo avrebbe in cantiere per il prossimo anno c’è accenno ad una misura che vada a tutelare i lavoratori precoci. Nessuna tutela , quindi, per quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare presto e che per accedere alla pensione anticipata devono, oggi, attendere 41 anni e 6 mesi di contributi le donne e 42 anni 2 6 mesi di contributi gli uomini senza considerare che tali requisiti sono destinati a crescere perché legati alla speranza di vita. Dal 2016, infatti il requisito contributivo richiesto è di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.   Anche se al momento la penalizzazione del 1-2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni di età è stata congelata fino al 2017, è da tener presente che con ogni probabilità oltre tale data la penalizzazione tornerà in essere se non si provvederà a prorogare il congelamento.   Nel 2019, adeguando i contributi alla speranza di vita saranno richiesti per gli uomini 43 anni e 2 mesi di contributi mentre per le donne 42 anni e 2 mesi. Tale requisito è destinato ad arrivare nel 2029 a 44 anni e 4 mesi per gli uomini e 43 anni e 4 mesi per le donne.

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Argomenti: News pensioni, Pensione lavoratori precoci, Riforma pensioni