Riforma pensioni: penalizzazione del 50% con contributivo per i giovani

Riforma pensioni: con il ritorno al contributivo per gli under 40 penalizzazione sull’assegno fino al 50%

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Riforma pensioni: con il ritorno al contributivo per gli under 40 penalizzazione sull’assegno fino al 50%

Il ritorno al contributivo, sebbene a più riprese smentito, resta nell’aria: se la riforma pensioni si orientasse verso questa direzione la penalizzazione più pesante riguarderebbe i giovani, ovvero i lavoratori che oggi hanno meno di 40 anni.

Riforma pensioni con penalizzazione: calcoli

Tra le ipotesi più gettonate di riforma c’è quella della pensione anticipata con penalizzazione sull’assegno Inps. Si parla di un’uscita dal mondo del lavoro calcolata al raggiungimento dei 62 anni di età con 35 anni di contributi versati e una penalizzazione graduale sull’assegno che parte dal 2% per ogni anno di anticipo in rapporto ai 66 anni e 7 mesi di età richiesti per andare in pensione,  fino ad un massimo dell’8%.

Percentuali che non spaventano troppo i lavoratori prossimi alla pensione che in molti casi si sono detti disponibili a questa rinuncia, seppur considerandola iniqua, per ottenere l’agognata pensione.

Riforma pensioni: penalizzazioni del sistema contributivo

Con maggiore preoccupazione invece viene visto il ritorno al sistema di calcolo interamente contributivo per le pensioni future. I lavoratori che oggi hanno un’età compresa tra i 30 e i 40 anni con 10 anni di contributi versati avrebbero un trattamento previdenziale con il massimo dell’anzianità contributiva pari al 50% della retribuzione valutata a fine carriera. Salendo alla fascia di età successiva invece notiamo che la penalizzazione si riduce gradualmente: i lavoratori in servizio con età compresa tra i 40 e i 55 anni e anzianità contributiva da 10 a 19 anni di versamenti, si ritroverebbero al massimo di anzianità contributiva pari al 60% della retribuzione goduta nell’ultima busta paga. Procedendo in senso logico e temporale, possiamo constatare che i lavoratori con età compresa tra i 55 e i 60 anni di età e con 20-25 anni di contributi alle spalle, a fine carriera avrebbero un trattamento pensionistico pari al 60-65% della retribuzione in godimento al momento della fine del servizio. Come si intuisce quindi i più penalizzati da una riforma delle pensioni basata sul ritorno al contributivo totale sarebbero i giovani fino a 40 anni di età.

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