Riforma pensioni: nuova opzione donna con la quota 97

La nuova opzione donna rispolvera per la riforma pensioni femminile la quota 97: quale penalizzazione per chi va in pensione anticipata rispetto ai requisiti anagrafici di vecchiaia?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La nuova opzione donna rispolvera per la riforma pensioni femminile la quota 97: quale penalizzazione per chi va in pensione anticipata rispetto ai requisiti anagrafici di vecchiaia?

Il governo non ha abbandonato il confronto sulla riforma delle pensioni: l’opzione donna resta un nodo cruciale da sciogliere. L’obiettivo, come ha confermato il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è quello di favorire il turn over generazionale per superare alcune rigidità che, di fatto, penalizzano le lavoratrici sul fronte previdenziale. Poletti ha confermato l’impegno del governo annunciando novità per le prossime settimane. Ma quale strada si percorrerà tra le diverse ipotesi proposte per la riforma delle pensioni?

Nuova opzione donna: la quota 97 per le lavoratrici

Stando ad una nota dell’Ansa, per le pensioni donna, il governo sarebbe orientato ad attuare la quota 97 studiata da Cesare Damiano. L’idea è quella di garantire la pensione anticipata dal 2016 al compimento dei 62-63 anni e con 35 di contributi versati. Sarebbe questa la “nuova opzione donna”: la penalizzazione dovuta al calcolo contributivo viene sostituita da una riduzione sull’assegno sulla base delle aspettative di vita e corrispondente al 10% circa. Con questo sistema le donne potrebbero accedere alla pensione con tre anni di anticipo rispetto alla soglia anagrafica prevista per le pensioni di vecchiaia. Questa sembra l’ipotesi più gettonata di riforma pensioni anche se il ministro Poletti ha precisato che, essendo in una fase di sperimentazione, è impossibile avere anticipazioni attendibili al momento. Ogni previsione è un azzardo. La Cgil, per tutta risposta, ha sollecitato risposte a breve: Susanna Camusso ha suggerito “se il ministro Padoan pensa che l’unico criterio per le pensioni sia l’aspettativa di vita, allora facciamola per mestieri e scopriremo che è profondamente diversa tra chi per lavoro stacca cedole e chi sta all’altoforno”.

Riforma pensioni: Renzi favorevole ma solo se a costo zero

Sull’argomento scottante della riforma delle pensioni è intervenuto anche il premier Matteo Renzi che ha confermato l’intenzione dell’esecutivo di non ostacolare interventi correttivi e, anzi, di essere favorevole alla manutenzione della Legge Fornero purché questo non richieda nuovi sforzi economici: “i conti pensionistici non si toccano, non intendiamo mettere un segno più sulle pensioni, ma se esiste la possibilità, e stiamo studiando il modo, di consentire una flessibilità in uscita, sarebbe una questione di buon senso”.

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Argomenti: Pensione donne

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