Riforma pensioni: non è più possibile garantire il regime retributivo

In futuro le pensioni anticipate saranno calcolate solo col sistema contributivo anziché misto. L’alternativa sarà il pensionamento di vecchiaia.

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In futuro le pensioni anticipate saranno calcolate solo col sistema contributivo anziché misto. L’alternativa sarà il pensionamento di vecchiaia.

La prossima riforma delle pensioni sarà improntata sul taglio degli assegni. Non si può più far leva sull’allungamento dell’età pensionabile e, allo stesso tempo, bisogna garantire l’uscita anticipata dal lavoro. Sullo sfondo c’è poi il futuro dei giovani lavoratori, i più penalizzati.

Questa è in sintesi la cornice tecnica della prossima riforma delle pensioni. Il sistema pensionistico italiano, benché in equilibrio al momento, rischia di andare fuori controllo se le pensioni future verranno liquidate ancora col sistema di calcolo misto (contributivo e retributivo). Il governo intende quindi intervenire su questo punto, introducendo, almeno per le forme di pensionamento anticipate, il vincolo del sistema di calcolo della pensione. In altre parole, si concederà il benefico della pensione anticipata in cambio della rinuncia al calcolo della pensione col sistema misto.

Pensioni anticipate sì, ma con penalizzazione

Ne deriva un assegno tagliato, secondo le stime, del 2,8-3% per ogni anno di anticipo del pensionamento rispetto ai requisiti previsti per la vecchiaia. Lo schema per evitare lo scalone con la fine di quota 100 nel 2021 è semplice è si baserà sulla proroga della stessa quota 100 dal 2022 in avanti. Altre soluzioni, già prese in considerazione dal tavolo tecnico degli esperti nominati dal ministro del lavoro Nunzia Catalfo non porterebbero a benefici migliori e rischierebbero di peggiorare lì’impianto del sistema pensionistico. C’è poi la questione politica da tenere in considerazione: la legge che istituisce quota 100 è stata approvata dalla maggioranza giallo-verde che è attualmente in forza in Parlamento. Difficile che si possa stravolgere qualcosa che è stato ideato e costruito dalla stessa legislatura.

Pensioni: Durigon, governo non svenda futuro italiani

Che quota 100 abbia avuto il merito di mandare in pensione qualche anno prima migliaia di lavoratori è innegabile.

E senza nemmeno stravolgere più di tanto il sistema approvato nel 2011 dalla Fornero. Come dice Claudio Durigon, deputato della Lega:

“quota 100 ha funzionato. Sono i numeri a parlare. Grazie a Quota 100 la disoccupazione giovanile è diminuita dal 33 al 23% e abbiamo registrato 285 mila occupati in più rispetto all’anno precedente, nonostante la crescita zero del Paese. 300 mila italiani sono andati in pensione garantendo così un ricambio generazionale nel mondo del lavoro fondamentale per i giovani“.

Il quale aggiunge che se l’idea di questo governo è smantellare Quota 100 e tornare alla Legge Fornero

“faremo di tutto per fermare una ingiustizia che penalizza chi lavora da una vita e chi invece è in cerca di un’occupazione. Ad esempio, l’idea trapelata di penalizzare l’assegno è un’ingiustizia, proprio in questo momento dove per effetto del sistema contributivo i nuovi pensionati riceveranno un assegno meno pesante. Il futuro degli italiani non si svende per far piacere all’Europa o per rimettere toppe ai conti pubblici“.

Vantaggi e svantaggi di quota 100 con penalizzazione

Il pensionamento con le regole di quota 100 con penalizzazione – dicono gli esperti – alla lunga sarebbe la situazione ideale. In futuro saranno sempre meno i lavoratori che potranno beneficiare dei vantaggi offerti dal sistema di calcolo retributivo. Di conseguenza anche la penalizzazione sugli assegni avrebbe un impatto sempre più basso nel tempo fino ad esaurirsi con l’entrata a regime del sistema di liquidazione delle pensioni con il contributivo puro.

Un esempio chiarirà meglio la questione. Posto che un lavoratore decidesse di lasciare il lavoro con quota 100 nel 2022 avendo maturato 38 anni di versamenti, la pensione gli sarà calcolata col sistema misto. Vale a dire, per 26 anni col sistema contributivo e 12 anni con quello retributivo. Lo stesso lavoratore, cinque anni più tardi, nel 2027, si vedrebbe liquidata la pensione per 31 anni col sistema contributivo e con soli 7 anni con quello retributivo. Dal 2035, poi, sarebbe liquidata solo col sistema contributivo. Questo significa che la penalizzazione tenderà a scemare col passare degli anni fino ad esaurirsi.

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