Riforma pensioni minime, novità 2017: interventi, beneficiari ed esclusi a sorpresa

Settembre: riapre il dibattito sulla riforma pensioni. Minime tra le priorità: ecco gli interventi allo studio e le esclusioni a sorpresa

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Settembre: riapre il dibattito sulla riforma pensioni. Minime tra le priorità: ecco gli interventi allo studio e le esclusioni a sorpresa

La riforma delle pensioni minime, insieme al piano APE,  è tra le novità più urgenti nell’ agenda dell’esecutivo per quanto riguarda la previdenza. Nei prossimi giorni riprenderanno i lavori del governo: ma quali sono gli obiettivi primari? Nelle prossime pagine vedremo il focus della riforma per le pensioni più basse, i perimetri della platea di beneficiari e la copertura economica disponibile.

Il risultato sarà il compromesso tra questi fattori.

Riforma pensioni minime: platea beneficiari

Nei giorni scorsi Boeri ha chiesto al governo di valutare il reddito complessivo del nucleo familiare e non quello del singolo pensionato per selezionare la platea di potenziali beneficiari della riforma delle pensioni minime: “se si vuole davvero dare un aiuto ai pensionati più poveri è bene guardare al loro reddito famigliare non solo a quello pensionistico individuale, come fa la 14esima che, in 7 casi su 10, va a persone che povere non sono”, ha spiegato il Presidente dell’Inps. In questo modo si conta di riuscire ad ampliare la platea di beneficiari rispetto agli attuali 1,2 milioni.

Ma quali sono gli interventi possibili e quale di questi è il più papabile nell’immediato futuro?

Riforma pensioni minime: i 4 interventi possibili

Al momento, per quanto concerne le pensioni minime, sono quattro essenzialmente gli interventi che il governo sta valutando. All’ampliamento della 14sima e della no tax area infatti, considerati due interventi un po’ macchinosi dal premier Renzi, più di recente si sono aggiunti le ipotesi di innalzamento della pensione minima intorno ai 500 euro (contro i 336 attuali) e del riconoscimento del bonus 80 euro da erogare anche ai pensionati. Come sempre la priorità consiste ora nell’analisi dei costi che sarà determinante per la scelta della misura da intraprendere.

Riforma pensioni minime: spesa e possibili esclusi

Per fare in modo che la riforma delle pensioni minime non impatti troppo sulle casse dello Stato, si potrebbe pensare di escludere i pensionati che prendono la minima ma possono contare su altre entrate previdenziali, come ad esempio  la reversibilità. In alternativa la spesa potrebbe diminuire facendo riferimento all’Isee, l’indicatore della situazione economica, che taglierebbe fuori i pensionati con assegno minimo ma con altro reddito (patrimonio immobiliare oppure stipendio del coniuge alto).

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