Riforma pensioni, le proposte del governo per dopo quota 100

Due ipotesi concrete di riforma pensioni per il dopo quota 100. Il governo pensa a come agevolare l’uscita anticipata dal lavoro.

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La riforma delle pensioni si avvicina. Al momento non si sa ancora nulla riguardo alle nuove regole per il pensionamento anticipato dal 1 gennaio 2022. Unica cosa certa è che quota 100 finirà tra pochi mesi.

L’esperimento del pensionamento anticipato con 62 anni di età e almeno 38 di contributi è durato tre anni e ha sicuramente portato benefici al mercato del lavoro. Unico neo – come ha sottolineato la Corte dei Conti – è costato e costerà tanto alle casse dell’Inps.

Riforma pensioni, le ipotesi

Benché nulla si sappia sulla prossima riforma pensioni, qualcosa comincia a trapelare dalle stanze di Palazzo Chigi. L’idea del governo si baserebbe su due aspetti fondamentali. Quello di rendere più flessibile l’uscita dal lavoro per certe categorie svantaggiate e quella di consentire l’accesso alla pensione anticipata, ma con penalizzazione.

Una riforma pensioni, quindi, che si basa su due pilastri e che non stravolgerebbe il sistema pensionistico italiano. Lo scopo, naturalmente, è quello di contenere il più possibile la spesa tenuto conto del progressivo invecchiamento della popolazione.

In pensione a 64 anni

Riguardo al pensionamento anticipato dopo quota 100, l’ipotesi sarebbe quella di consentire l’accesso alla pensione a 64 anni con avendo almeno 20 anni di contributi versati. Non solo, bisognerà aver maturato un trattamento dall’importo pari a 2,8 volte l’assegno sociale.

Opzione questa che si baserebbe solo sul sistema di calcolo di tipo contributivo, quindi vantaggiosa per le casse pubbliche dello Stato. Ma meno per il lavoratore che risulterebbe penalizzato dovendo rinunciare al sistema di calcolo misto, cioè basato anche sul sistema di calcolo retributivo.

Quota 41

L’altra ipotesi di riforma pensioni che si affiancherebbe al pensionamento a 64 anni di età, sarebbe quota 41.

L’idea caldeggiata anche dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico prevede il pensionamento anticipato con il solo requisito legato agli anni di contributi versati.

Questa opzione oggi già esiste ma è riservata solo determinate e ristrette categorie di lavoratori, ma verrebbe estesa a tutti. In sostanza si interverrebbe sull’impianto legislativo della Fornero che prevede il pensionamento con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di età per le donne.  Unico scoglio è il maggior costo per le casse dello Stato.

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