Riforma pensioni: le proposte del governo non piacciono ai sindacati che minacciano mobilitazione

I sindacati non approvano le novità messe sul tavolo dal governo e minacciano mobilitazioni per tornare a convogliare l'attenzione sulla pensione dei giovani.

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I sindacati non approvano le novità messe sul tavolo dal governo e minacciano mobilitazioni per tornare a convogliare l'attenzione sulla pensione dei giovani.

Le proposte messe sul tavolo dal governo non piacciono ai sindacati ed in particolare alla Cgil che le boccia. Susanna Camusso reputa insufficiente l’apertura proposta dall’esecutivo e proprio per questo annuncia una mobilitazione nazionale per riportare l’attenzione sulle pensioni dei giovani.

Il governo, infatti, ha proposto solo una sorta di allargamento dello stop all’innalzamento dell’età pensionabile e la possibilità che con la prossima legge di Bilancio l’Ape sociale diventi stutturale. Entrambe le proposte, ovviamente, non soddisfano le richieste delle parti sociali che si aspettavano aperture più ampie e correttivi più a largo raggio.

Riforma Pensioni: Cgil dura con il governo

La rottura tra governo e parti sociali appare, a questo punto, inevitabile. “Dal punto di vista degli impegni assunti dal governo nel settembre 2016 rispetto alla fase due, le distanze mi paiono evidenti”, ha affermato Susanna Camusso al termine dell’ultimo confronto.

Il segretario confederale ha affermato che “Troppo ristretta – ha detto – anche con la proposta fatta oggi, la platea dei beneficiari delle agevolazioni sull’aumento dell’età per la pensione” ma oltre che il problema delle donne la Camusso evidenzia che da parte del governo sembra non esserci nessuna disponibilità verso i giovani.

Stop aumento età pensionabile: platea troppo ristretta

Per quel che riguarda, infine, coloro che beneficeranno dello stop dell’aumento dell’età pensionabile a partire dal 1 gennaio 2019, secondo la Cgil, la platea è troppo ristretta anche le novità non vanno a cambiare né il numero né le dimensioni di coloro che potranno beneficiare della misura. Per questo, secondo la Camusso, “confermiamo quella valutazione di grande insufficienza che avevamo anticipato. Non siamo di fronte a un quadro che risponde alle nostre richieste e agli impegni assunti. Confermiamo la necessità che si risponda con la mobilitazione che la mia organizzazione nelle prossime ore deciderà”.

Le nuove proposte del governo

Le nuove proposte del governo messe sul tavolo dal premier Paolo Gentiloni arricchiscono il pacchetto relativo alla riforma pensioni e riguardano l’estensione dello stop all’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita Istat di 5 mesi per le 15 categorie di lavori definiti gravosi non solo per l’accesso alla pensione di vecchiaia ma anche per quello alla pensione anticipata. Queste categorie di lavoratori, quindi, potrebbero continuare ad accedere anche dopo il 1 gennaio 2019 alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

La seconda proposta messa sul tavolo dal governo, invece, riguarda l’istituzione di un fondo per i potenziali risparmi di spesa che dovrebbero consentire di rendere l’Ape sociale strutturale. La novità potrebbe essere inserita già nella prossima Legge di Bilancio e la misura, che attualmente è sperimentale, potrebbe entrare a regime. Quello che i sindacati, però, lamentano è la mancanza del resto del pacchetto concordato lo scorso anno che comprendeva, tra le altre cose, anche eventuali modifiche al sistema contributivo per permettere una pensione dignitosa ai giovani.

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