Riforma pensioni: le novità in manovra per il 2021

La manovra di bilancio prevede per la riforma pensioni il rinnovo di opzione donna, ape sociale. Per quota 100 se ne riparlerà più avanti.

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La manovra di bilancio prevede per la riforma pensioni il rinnovo di opzione donna, ape sociale. Per quota 100 se ne riparlerà più avanti.

Poche novità in tema di riforma pensioni. Dal tanto atteso incontro fra la ministra al Lavoro Nunzia Catalfo e le parti sociali si è appreso che per quota 100 se ne riparlerà il prossimo anno. Il sistema di pensionamento anticipato con 62 anni di contributi e 38 di età è il perno intorno al quale ruota la riforma.

Quello che si è appreso dal governo, ma che si sapeva già, è che il meccanismo di pensionamento anticipato previsto per opzione donna sarà prorogato. Un altro anno ancora, di sicuro, poi si vedrà. E così anche Ape sociale che consente di lasciare prima il lavoro a chi si trova in particolari condizioni sociali svantaggiate.

Riforma pensioni e quota 100

Quindi la proroga di opzione donna e ape sociale saranno inserite nella manovra di bilancio per il 2021 nell’ambito della riforma pensioni. A ciò sarò aggiunta una nuova edizione dell’isopensione, un ampliamento dei contratti di espansione e una “staffetta generazionale” che preveda il ricorso al part-time negli ultimi tre anni di lavoro in cambio di assunzioni di giovani lavoratori con decontribuzione piena. Il tutto dovrebbe comportare un aumento di spesa pensionistica pari a:

  • 200 milioni nel 2021
  • 500 milioni nel 2022
  • 650 milioni nel 2023

Prevista anche una salvaguardia (la nona) per i cosi detti lavoratori esodati che ammonterebbero a circa 5.000 persone.

Maggiore flessibilità in uscita

Considerata la criticità del momento e l’imminente sblocco del divieto dei licenziamenti, il governo intende favorire il pensionamento con maggiore flessibilità. Si conferma quindi la possibilità di ricorrere all’isopensione. Si tratta del cosiddetto esodo dei lavoratori anziani che può essere utilizzato solo da aziende che occupano mediamente più di 15 dipendenti.

L’isopensione consente un anticipo dell’età pensionabile sino ad un massimo di 7 anni a patto che l’azienda esodante corrisponda, con oneri interamente a suo carico, un assegno ai lavoratori di importo equivalente alla pensione.

Questo fino al perfezionamento dei requisiti per il pensionamento. Il periodo di sette anni è stato esteso temporaneamente dalla finanziaria 2018 fino al 2020 per agevolare il ricambio della forza generazionale nelle imprese. Ma sarà riproposto con la nuova legge di bilancio fino al 2023.

Il ricorso alla Naspi nella riforma pensioni

La novità della riforma pensioni a cui punta il governo è quella di agevolare lo scivolo utilizzando la Naspi per il periodo massimo possibile. Quindi minori oneri a carico dell’azienda che però dovrà compensare la differenza con l’indennità di disoccupazione. In tal senso si sta anche studiando la possibilità di allungare la Naspi a 36 mesi (il massimo ora è di 24 mesi).

In alternativa, per le aziende fino a 500 dipendenti, si potrà ancora ricorrere ai contratti di espansione. Previsti in forma sperimentale per il biennio 2019-2020, saranno riproposti anche nel 2021 e oltre. Nell’ambito del contratto di espansione è infatti possibile prevedere uno scivolo per la pensione per i lavoratori a cui mancano al massimo cinque anni alla pensione di vecchiaia o anticipata.

Con il consenso del lavoratore, si stipula un accordo grazie al quale l’azienda eroga, fino alla maturazione della pensione, un importo pari all’assegno pensionistico maturato al momento delle dimissioni. Nel caso in cui la pensione più vicina sia quella anticipata, l’azienda versa anche i contributi utili alla maturazione del diritto.

Cisl, non basta proroga opzione donna

Al nuovo incontro tenutosi in video conferenza con la ministra del lavoro Catalfo sulla previdenza la Cisl ha rimarcato le numerose criticità del sistema che è necessario affrontare con urgenza a partire dalle misure che saranno inserite in legge di bilancio. Lo dichiarano in una nota congiunta il Segretario Confederale Cisl Ignazio Ganga ed il segretario generale della Fnp Cisl, Piero Ragazzini, aggiungendo che

bisogna non solo prorogare l’Ape sociale, come ha confermato la ministra Catalfo , ma anche superare le notevoli difficoltà procedurali che hanno di fatto drasticamente ridotto l’accoglimento delle domande presentate, a partire dai codici Istat utilizzati.

Inoltre, abbiamo chiesto espressamente che questa misura sia estesa anche ai lavoratori fragili, a chi è dichiarato inidoneo alle mansioni e non viene ricollocato o è a particolare rischio per effetto della attuale congiuntura, a chi ha superato il periodo di comporto per malattia e a coloro che hanno cessato involontariamente l’attività lavorativa“.

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