Riforma pensioni: le misure per le lavoratrici

Quali misure sono in programma per le donne nella riforma delle pensioni?

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Quali misure sono in programma per le donne nella riforma delle pensioni?

Oggi alle 14 riprenderà alla Camera nella Commissione Lavoro l’esame della riforma della pensione che dovrebbe portare ad una maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori. Tra le varie proposte in esame c’è il sistema delle quote oltre alla revisione dell’età pensionabile delle lavoratrici e l’introduzione, per le madri, di benefici previdenziali.

Lo scopo principale dei diversi disegni di legge è quello di coinvolgere l’approvazione del maggior numero di forze politiche per giungere all’approvazione di una riforma del sistema previdenziale in Italia. Tra le varie proposte avanzate spiccano quelle di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, i disegni di legge 857 e 2945. Il disegno di legge 857 intende consentire il pensionamento già a partire dai 62 anni di età con 35 anni di età contributiva con delle penalizzazioni fino all’8% sull’assegno previdenziale. Il secondo disegno di legge, il 2945, reintroduce il sistema delle quote, e in particolare la quota 100 che fisserebbe il limite anagrafico per l’accesso alla pensione a 62 anni con ameno 38 anni di contributi e senza penalizzazioni. Per quanto riguarda, invece, le lavoratrici donne, molte forze politiche chiedono l’estensione del regime sperimentale donna anche oltre il 2015. L’Opzione donna, introdotta dalla Riforma Fornero nel 2011, confermava la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione prima scegliendo un assegno previdenziale calcolato interamente con il sistema contributivo. Per le lavoratrici dipendenti il limite anagrafico era fissato a 57 anni, per le lavoratrici autonome, invece, a 58 anni (nel 2013 sono stati aggiunti 3 mesi all’età anagrafica richiesta per l’innalzamento dell’aspettativa di vita) e in entrami i casi l’anzianità contributiva era di 35 anni. L’Opzione donna, valida fino al 31 dicembre 2015, vorrebbe essere estesa anche oltre questa data per permettere alle donne di accedere alla pensione prima. Al momento per le lavoratrici la cui finestra mobile si apre già dal 1 gennaio 2016 non ci sono possibilità di accesso all’Opzione donna. Altro punto dolente per le lavoratrici donne è l’innalzamento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia che, grazie all’adeguamento per l’innalzamento dell’aspettativa di vita, a partire dal 2016 passerà a 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti e a 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome.

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