Riforma pensioni: la proposta sulla quota 100 e sul prestito pensionistico

Le proposte avanzate per la prossima riforma delle pensioni riguardano la quota 100 e il prestito pensionistico anche se quella più gettonata resta il pensionamento flessibile.

di , pubblicato il
Le proposte avanzate per la prossima riforma delle pensioni riguardano la quota 100 e il prestito pensionistico anche se quella più gettonata resta il pensionamento flessibile.

Le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulla riforma delle pensioni non fanno che confermare l’esigenza di un intervento sempre più urgente che renda più flessibile l’accesso al pensionamento e le proposte che vengono avanzate riguarda la quota 100 e il prestito pensionistico.   Anche se la proposta che al momento sembra accogliere più consensi è quella che riguarda i pensionamenti flessibili con penalizzazioni massime dell’8%, non mancano sicuramente altre proposte che potrebbero, in qualche modo, sbloccare la situazione di tutti quei lavoratori che hanno perso il lavoro e non riescono a maturare i requisiti per andare in pensione.

 

Prestito pensionistico

Una delle proposte che è stata avanzata dal ministro nei giorni scorsi riguarda il prestito pensionistico, messo a punto a Enrico Giovannini. Il prestito pensionistico permetterebbe di far scattare l’assegno pensionistico (fino ad un massimo i 750/800 euro al mese) con anticipo per quei lavoratori a cui mancano 2 o 3 anni dal raggiungimento dei requisiti per poter accedere alla pensione di vecchiaia. I soli erogati in questo lasso di tempo sarebbero, poi, restituiti, con microprelievi sull’assegno INPS una volta che il lavoratore avrebbe accesso alla pensione vera e propria. Su questa ipotesi già diversi mesi fa furono fatte simulazioni per calcolare gli oneri che peserebbero sulle casse dello Stato.   Questa possibilità, però, non è ben vista dai sindacati, lo stesso Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, ha affermato che sembrerebbe un’elemosina concessa a lavoratori che hanno versato contributi per quasi 40 anni e che non riescono ad accedere alla pensione a causa della Legge Fornero.  

Quota 100

Altra ipotesi che potrebbe portare ad una riforma delle pensioni è quella della quota 100, magari abbinata con qualche meccanismo i penalità e che potrebbe in qualche modo mettere d’accordo i sindacati. Ovviamente anche per l’ipotesi di quota 100 si ha bisogno di grosse coperture finanziaria, sicuramente più ampie rispetto a quelle di cui si necessita per il prestito pensionistico.   Con la quota 100 i lavoratori potrebbero accedere alla pensione piena sommando l’età anagrafica e quella contributiva e raggiungendo, appunto, la quota 100.

  Tale quota potrebbe essere raggiunta dai 60 anni di età in poi con 40 anni di contributi, a 61 anni di età con 39 anni di contributi, da 62 anni i età con 38 anni di contributi e via dicendo.   Per le altre somme, che non raggiungessero la quota 100 si potrebbe prevedere un qualche meccanismo di penalizzazione simile a quello proposto per il pensionamento flessibile anticipato.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: