Riforma pensioni, inevitabile il ritorno alla Fornero col la fine di quota 100

Mancano risorse per proseguire con l’esperimento di quota 100. Dal prossimo anno scatterà lo scalone previsto dalla Fornero in assenza di interventi sulle pensioni.

di , pubblicato il
Pensioni 2022, cosa significa tornare alla legge Fornero

Si stringono i tempi per la riforma delle pensioni. O meglio per quello che sarà dopo quota 100 che andrà ad esaurimento il 31 dicembre 2021. Inevitabile lo scalone con le regole della Fornero in assenza di interventi.

Il governo ha già fatto sapere a chiare lettere che non ci sono soldi per proseguire con quota 100. Esperimento che comunque in tre anni non ha sortito i risultati attesi. L’alternativa di quota 41 anni di contributi indipendentemente dall’età è fuori discussione perché costa troppo. Cosa resta allora?

Riforma pensioni, la via è stretta

Le ultime indiscrezioni parlano di alcune alternative già esistenti che saranno potenziate. Secondo Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali, ci sono alcune priorità inderogabili da rispettare.

La prima è favorire i lavoratori giovani. Per riuscirci bisogna ripristinare le pensioni integrate al minimo anche per i contributi puri. La seconda è cancellare l’adeguamento dell’anzianità contributiva all’aspettativa di vita. Al suo posto, bisogna ripristinare la soglia di 42 anni per gli uomini e di 41 per le donne. Il terzo punto è creare più flessibilità in uscita.

Comunque, non bisogna dimenticare che anche alla fine di Quota 100 i contribuenti avranno a disposizione molti strumenti per il pensionamento anticipato.

Le pensioni anticipate

A fronte dell’esaurimento di quota 100 è probabile che sarà allargata la platea dei beneficiari con Ape Sociale. Attualmente questo sistema consente a disoccupati e caregivers, ovvero agli assistenti di un convivente non autonomo, di andare in pensione con 63 anni di età e 30 di contributi. Mentre per i cosiddetti lavori gravosi è consentito il pensionamento con 63 anni di età e 36 anni di contributi

Anche opzione donna dovrebbe essere prorogata. Questa misura consente alle dipendenti di accedere alla pensione con 58 anni di anzianità e 35 di contributi, anche se è probabile un innalzamento del requisito di età anagrafica.

Altre forme di pensionamento anticipato potrebbero vedere la luce solo se non vi saranno ricadute pesanti sul bilancio. In questo senso, la proposta del presidente dell’Inps Pasquale Tridico di concedere una pensione in due traches non sarebbe male.

Argomenti: ,