Riforma pensioni, il bluff di Draghi e i sindacati che ci cascano

Riforma pensioni rinviata al prossimo anno. Al via tavolo tecnico coi sindacati fino a marzo per rivedere la Fornero, ma è tutto un bluff. Ecco perché.

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Quali pensioni nel 2022 non saranno toccate dalla riforma del Governo Draghi

Riforma pensioni rinviata al prossimo anno. Per ora non si fa nulla di serio, giusto un tampone (quota 102) per sistemare la fine di quota 100 a fine anno ed evitare di botto lo scalone con la Fornero.

Il tanto atteso confronto fra governo e sindacati si è concluso con un nulla di fatto sul tema pensioni. Il premier si è però detto disponibile a discutere di una riforma seria e strutturale a partire già da quest’anno.

Riforma pensioni, al via tavolo coi sindacati

Si partirà a dicembre per proseguire fino a marzo. Sul tavolo ci sono diverse proposte, sia da parte dei sindacati, sia da parte del governo. I punti di vista restano però distanti perché il governo punta a cancellare le pensioni anticipate così come sono, mentre i sindacati vogliono mantenerle.

Con ogni probabilità, però, il 2022 sarà un anno di transizione durante il quale la riforma pensioni non vedrà la luce. O meglio si tornerà molto probabilmente alla Fornero nel 2023 una volta esaurita quota 102 che durerà solo 12 mesi.

Perché? Ebbene lo scoglio è politico, o meglio, istituzionale. Nel 2022 ci saranno le elezioni del Presidente della Repubblica e il governo sarà dimissionario. Se poi sarà Mario Draghi a ricoprire il posto di Mattarella al QUirinale, è probabile che il nuovo governo possa non vedere la luce in tempo col rischio che si vada anche ad elezioni anticipate.

Il bluff del governo

In alternativa nascerà un governo di brevissima durata, giusto per andare alle elezioni politiche nel 2023. E difficilmente si affronterà un tema tanto delicato come quello delle pensioni il prossimo anno.

Insomma, ci sono tutte le premesse perché le proposte dei sindacati naufraghino, come già avvenuto durante il secondo governo Conte.

Nonostante il governo si sia impegnato ad aprire un tavolo di confronto sulla revisione della legge Fornero, le probabilità che ciò avvenga sono poche, sostengono gli esperti.

Più probabile che con la fine di quota 102, si torni nel 2023 alle regole del pensionamento ordinario. Le pensioni anticipate resteranno solo quelle previste da Opzione Donna, Ape Sociale (allargata a più lavoratori gravosi) e per i lavoratori precoci.

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