Riforma pensioni: flessibilità, non solo costi ma benefici

Cesare Damiano fa notare che con la flessibilità in uscita non ci sono solo costi ma anche i benefici che derivano dalle penalizzazioni.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Cesare Damiano fa notare che con la flessibilità in uscita non ci sono solo costi ma anche i benefici che derivano dalle penalizzazioni.

Per quel che riguarda la riforma pensioni Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, fa presente che non c’è la volontà di cancellare la legge Fornero ma soltanto di correggerla introducendo un criterio di flessibilità.   Damiano concorda con il ministro Padoan sul fatto che per la flessibilità vanno analizzati sia i costi he i benefici ma che fino ad ora si sono presi in considerazioni soltanto i costi e non i benefici (il risparmio) che deriverebbe dalle penalizzazioni dell’8% sulle pensioni.   Damiano conferma la volontà del Pd, che ha presentato la proposta di legge sulla flessibilità con 62 anni di età e 35 di contributi e con una penalizzazione massima dell’8%, di confrontarsi con il governo. Se la proposta del Pd, di cui Damiano è primo firmatario, fosse accettata, fa notare il presidente della Commissione Lavoro i problemi di tanti lavoratori che hanno perso il lavoro e non trovano una ricollocazione sarebbero risolti. Questo, fa notare Damiano, scongiurerebbe il rischio di allargare la platea dei nuovi poveri aiutando al tempo stesso il ricambio generazionale. Il non permanere in servizio dei lavoratori, oltre i 70 anni di età favorirebbe anche la produzione delle aziende.   Damiano spinge anche per una soluzione all’opzione donna per consentire alle lavoratrice che hanno maturato i requisiti nel corso del 2015 di accedere al pensionamento con 57 anni di età e almeno 35 anni di contributi accettando il ricalcolo contributivo della pensione. Per quel che riguarda l’opzione donne bisogna soltanto correggere, con una norma ad hoc, la circolare interpretativa dell’Inps che ha ristretto in modo considerevole la platea delle lavoratrici che potevano fruire del regime sperimentale.

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Argomenti: Giustizia