Riforma pensioni: flessibilità in base al lavoro svolto da 62 a 67 anni

Viene avanzata, dal segretario della Uil una nuova proposta di flessibilità: vediamo quale.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Viene avanzata, dal segretario della Uil una nuova proposta di flessibilità: vediamo quale.

Il dibattito sulla riforma pensioni e sulla flessibilità in uscita continua dopo i tentennamenti provocati dall’affermazione del ministro Padoan che annunciava che non c’era posto nella Legge di Stabilità per il discorso della pensione anticipata.   A prendere la parola per avanzare la sua proposta questa volta, è Domenico Proietti, segretario confederale della Uil che chiede, a nome di sindacato e lavoratori una flessibilità basata sulla tipologia di lavoro permettendo, tra l’altro, al lavoratore di decidere quando andare in pensione in una finestra temporale che dovrebbe andare dai 62 ai 67 anni di età.   Gli stessi ministri Padoan e Poletti stanno lavorando proprio in questi giorni ad una ipotesi di flessibilità che soddisfi le esigenze dei lavoratori senza andare a pesare sulle casse dello Stato. Proietti afferma che qualsiasi sia la scelta deve portare ad una reintroduzione della flessibilità per la quale, tra l’altro, il governo si era impegnato.   Per quanto riguarda l’opzione donna e i lavoratori precoci il segretario della Uil dice che non si tratta di favorire le donne o i precoci ma di permettere una flessibilità a tutti i lavoratori per non fare troppi distinguo che potrebbero rivelarsi soltanto una fonte di problemi, anche se afferma che l’opzione donna andrebbe mantenuta e si dovrebbe permettere a hi ha versato 41 anni di contributi il pensionamento senza penalizzazione a prescindere dall’età.

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Argomenti: Pensione donne