Riforma pensioni: ecco come eliminare i danni della riforma Fornero

Un libro con le proposte per ridurre i danni provocati dalla precedenti riforme del sistema previdenziale italiano.

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Un libro con le proposte per ridurre i danni provocati dalla precedenti riforme del sistema previdenziale italiano.

L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, insieme all’On. Maria Luisa Gnecchi, ripercorre tutte le questioni irrisolte della riforma pensioni con le proposte politiche per una possibile soluzione.

Si tratta di un libro pubblicato dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, e dall’Onorevole Maria Luisa Gnecchi dal titolo “Pensioni: la riduzione del danno”. Già dal titolo si intuisce che il libro, ripercorrendo le tortuose vicende del sistema previdenziale italiano dalla riforma Amato del 1992, arriva fino alla riforma Fornero del 2011. Per garantire l’equilibrio dei conti pubblici molto spesso più che tutelare le condizioni dei lavoratori si è lavorato a colpi di accetta con interventi legislativi volti a garantire i conti pubblici. A risentirne maggiormente sono state le donne; Damiano e Gnecchi scrivono che la XVI legislatura, quella dal 2008 al 2013, è stata contro le donne che hanno pagato più degli altri le riforme previdenziali: dall’innalzamento dell’età pensionabile al trasferimento dei contributi all’Inps oneroso. A pagare, però, sono stati in buona sostanza tutti i lavoratori con l’invenzione della finestra mobile che portava l’erogazione della pensione a 12 mesi dal raggiungimento dei requisiti per accedervi.

Il libro, però non si limita a descrivere i danni fatti dalle diverse riforme del sistema previdenziale, si sofferma anche sulle proposte per limitare i danni. Le proposte riguardano non solo l’uscita anticipata dal mondo del lavoro ma anche il riconoscimento del lavoro di cura, i giovani e l’attuale sistema del lavoro che contrasta con la possibilità di conseguire, in futuro, una pensione dignitosa. Secondo gli autori questo può essere combattuto abbattendo definitivamente disoccupazione giovanile e precarietà introducendo una pensione di garanzia per le giovani generazioni e sgravando degli oneri fiscali e contributivi  il lavoro.

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