Riforma pensioni: ecco chi resta fuori dalla Settima Salvaguardia

Riforma pensioni esodati: chi resta fuori dalla Settima Salvaguardia

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Riforma pensioni esodati: chi resta fuori dalla Settima Salvaguardia

La Settima Salvaguardia è tra le poche misure di riforma pensioni che hanno trovato spazio nella Legge di Stabilità 2016. Ma anche sugli esodati resta ancora molto da fare: sono in tanti, all’interno di questa categoria, a restare esclusi dalla tutela e la conferma che questa sarà l’ultima chiamata impone urgentemente dei correttivi. Settima Salvaguardia: cosa cambia nella riforma pensioni

Settima Salvaguardia: gli esodati esclusi dalla tutela

  Ecco dunque chi, anche alla luce della Settima Salvaguardia, almeno dalla sua formulazione attuale, resta fuori dalla riforma delle pensioni attuata dal governo per risolvere la questione esodati:  

  • lavoratori che nel 2011 hanno usufruito dei permessi retribuiti per assistenza al coniuge, ad un parente o affine con handicap grave, previsti dalla legge 104/92.
    In questo senso l’ultima misura di riforma pensioni esodati segna un’inversione di rotta drastica rispetto alle precedenti misure: in passato per chi avesse fruito anche di un solo giorno di permesso nel 2011, guadagnare la pensione anticipata era estremamente facile. E, mentre si attende l’uscita dei cd 5 mila vasi comunicanti, il governo ha deciso di intervenire in maniera preventiva, per evitare che il problema si riproponga con la Settima Salvaguardia, imponendo una stretta. Rientrano nella riforma pensioni esodati attualmente al vaglio solo coloro che nel 2011 erano in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell’articolo 42, comma 5 del testo unico sulla paternità (Dlgs 151/2001). Secondo le stime si parla di circa 2 mila persone.
  • lavoratori stagionali e agricoli: la Settima Salvaguardia ricalca l’articolo 2 della precedente misura prevedendo una tutela nei confronti di 3.000 soggetti, inclusi lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, rimasti senza lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non riassunti a tempo indeterminato. Al contempo però esclude i lavoratori del settore agricolo e i lavoratori stagionali. La stretta serve a togliere il beneficio a coloro che, per il tipo di lavoro, fanno ricorso, a più contratti a tempo determinato nel corso dell’anno. Il riferimento è al settore turistico e termale in primis.
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