Riforma pensioni e staffetta generazionale: Boeri dice no

Tito Boeri dice no alla staffetta generazionale per legge poichè rischia di essere costosa e distorsiva.

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Tito Boeri dice no alla staffetta generazionale per legge poichè rischia di essere costosa e distorsiva.

Più di una volta il ministro Poletti, nell’ambito della riforma delle pensioni, ha citato la staffetta generazionale come un possibile soluzione al maturamento dei requisiti pensionistici e per combattere la disoccupazione giovanile.   Utilizzando questo sistema si riuscirebbe a incrociare l’assunzione di nuove leve con l’investimento in conoscenza delle imprese poichè i giovani che entrano vanno a sostituire i dipendenti più anziani che maturano i requisiti pensionistici.   In questo contesto si potrebbero utilizzare i lavoratori socialmente utili su dei percorsi di uscita rendendo l’invecchiamento attivo. Questa misura era stata già prevista dalla Finanziaria del governo Prodi nel 1996 per definire i criteri del passaggio al tempo parziale con l’avvicinarsi dei requisiti pensionistici per i dipendenti pubblici. La pensione corrisposta, ovviamente, sarebbe stata ridotta in misura alla percentuale di part time svolto: per dirla in pratica il lavoratore avrebbe incassato lo stipendio per il lavoro part time svolto più una pensione ridotta. Nel momento che il lavoratore volesse uscire del tutto dal mondo del lavoro la sua pensione dovrebbe essere ricalcolata considerando anche le altre retribuzioni part time percepite. Ad ora questa norma si può applicare soltanto quando il lavoratore abbia già raggiunto i requisiti per accedere alla pensione, ma se si considerano i requisiti richiesti per il pensionamento di vecchiaia (66 anni e 3 mesi) sicuramente ricorrere alla staffetta generazionale risulta essere poco allettante.   Potrebbe essere più allettante da proporre se invece si prevedesse la trasformazione incentivata quando al lavoratore mancano un tot numero di anni per raggiungere i requisiti richiesti per il pensionamento, garantendo al tempo stesso al lavoratore-pensionato un reddito sufficiente e l’ingresso di nuove leve nel mondo del lavoro.   Tito Boeri, presidente dell’INPS, si dichiara contrario alle staffette generazionali per legge poiché una tale operazione rischierebbe di essere non solo molto costosa ma anche fortemente distorsiva.

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