Riforma pensioni e quota 102: il solito pasticcio all’italiana

Altra proposta di riforma pensioni. Spunta quota 102, ma la Lega di ceno. La soluzione migliore è ancora quella del Inps.

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Pensioni 2022, Quota 102: quanti anni di età e di contributi serviranno

Sulla riforma pensioni si sta consumando l’ennesimo teatrino all’Italia dell’ultima ora. Come sempre, nessuno vuole assumersi fastidiose responsabilità e tenta di rinviare sine die ogni proposta.

La riforma pensioni per il dopo quota 100 doveva già essere stata fatta sei mesi fa. Invece la si è inserita nella legge di bilancio 2022, buttata lì insieme a quella fiscale e a tutti gli altri grandi interventi che il Parlamento dovrà approvare.

Riforma pensioni, si rischia il pasticcio

Così, nell’incertezza generale, si rischia di combinare l’ennesimo pasticcio all’italiana. Ne verrà fuori una riforma pensioni raffazzonata, qualcosa che cercherà di placare gli animi di tutti. Rinviando ogni decisione importante di un paio di anni, quando ci saranno le elezioni.

Insomma, nessun partito sembra volersi sporcare le mani. Ma in mezzo ci sono milioni di lavoratori, soprattutto giovani che non hanno ancora certezza di avere un trattamento minimo garantito in futuro.

Nella riforma pensioni ci si preoccupa di quota 100 che scade e dei soldi che non ci sono per poterla prorogare. Eppure la soluzione per mettere tutti d’accordo ci sarebbe. E’ quella proposta dal Inps: pensione flessibile con uscita a 63 anni con mezza pensione e poi a 67 con l’altra parte.

Accontenterebbe tutti, anche coloro che non riescono a combinare i requisiti come per quota 100 (bastano infatti 20 anni di contributi). E al contempo metterebbe in sicurezza i conti dello Stato, poiché l’intervento finanziario sarebbe limitato a 2,5 miliardi di euro per i primi tre anni.

Quota 102 non va bene

Quota 102, invece, la soluzione proposta dal Mef per la riforma pensioni, non andrebbe bene. Soprattutto alla Lega che non vede di buon occhio un salto da 62 a 64 anni dell’età pensionabile.

Divario che si allargherebbe poi nel 2024 fino a 66 anni (quota 104). In entrambi i casi con almeno 38 anni di contributi versati.

Questa soluzione non avrebbe un imbatto positivo sul sull’occupazione perché avrebbe il risultato di trattenere al lavoro più persone rispetto a quota 100. Per Matteo Salvini sarebbe l’ennesima conferma che il governo non sa come risolvere il problema e pensa solo a non mettersi contro i poteri forti di Bruxelles.

Così, al momento, pare tutto ancora rinviato. Solo nei prossimi giorni si decideranno modalità e tempi delle modifiche del sistema pensionistico. Ma una cosa su cui tutti concordano è evitare il ritorno alla legge Fornero.

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