Riforma pensioni e flessibilità: penalizzazioni per non tornare alle pensioni di anzianità

Ecco perchè l'introduzione delle penalizzazioni non può essere evitata nella flessibilità in uscita.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Ecco perchè l'introduzione delle penalizzazioni non può essere evitata nella flessibilità in uscita.

Dopo la presentazione del dossier di Tito Boeri  per una riforma delle pensioni con l’introduzione di una flessibilità in uscita con penalizzazioni,  il presidente dell’INPS ha presentato il suo piano anche ai ministri Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti.     Per la ricerca delle coperture necessarie l’incontro con i ministri era essenziale anche per stabilire la sostenibilità dei costi rispetto ai conti pubblici nel tentativo di smussare tutte le rigidità alla previdenza introdotte dalla riforma Fornero.     I punti certi al momento sono pochi se si tralascia la volontà di introdurre nella prossima Legge di Stabilità una flessibilità in uscita che preveda in ogni caso una penalizzazione sull’assegno previdenziale.     La riforma delle pensioni deve in ogni caso contenere dei tagli all’assegno per poter sostenere la pensione anticipata e lo conferma anche Palazzo Chigi chiarendo che altrimenti di tornerebbe alle vecchie pensioni di anzianità con costi troppo elevati per essere sostenuti dalle casse dello Stato.     Sia il presidente dell’INPS che il Governo convengono sul fatto che i costi della flessibilità in uscita devono essere ammortizzati all’interno dello stesso sistema previdenziale prevedendo, quindi, uscite anticipate con penalizzazioni sui trattamenti pensionistici. Lo stesso Boeri aveva sottolineato che la flessibilità deve avere un impatto neutro nella sua attuazione poiché solo in questo modo i maggiori costi saranno sostenibili dal bilancio e potranno sottostare ai vincoli imposti dall’UE.     Una delle possibilità ventilate da Boeri nel suo dossier, che renderebbe sostenibile la flessibilità in uscita, è il ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale: questa prospettiva permetterebbe la maggiore flessibilità che si ricerca per la prossima riforma delle pensioni e allo stesso tempo, introducendo un sistema di penalizzazioni crescenti legate all’età di uscita, renderebbe il tutto sostenibile dal punto di vista economico.

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Argomenti: News pensioni, Penalizzazioni pensioni, Riforma pensioni

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