Riforma pensioni e flessibilità in uscita: per evitare fabbriche di settantenni

Le affermazioni di Damiano sulla riforma delle pensioni se si vuole evitare di avere lavoratori sempre più anziani.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Le affermazioni di Damiano sulla riforma delle pensioni se si vuole evitare di avere lavoratori sempre più anziani.

Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, annuncia che nel dibattito politico la riforma pensioni e la flessibilità in uscita sono un tema centrale.   Sono attesi nei prossimi giorni interventi sulla flessibilità in uscita sulle quattro ipotesi che l’esecutivo ha sul tavolo:

  • quota 97 con penalità fino all’8% (la flessibilità in uscita di Damiano)

  Tutte queste misure dovrebbero essere affiancate da un sostegno al reddito per tutti gli over 55 che hanno una condizione economica di bisogno.   Cesare Damiano ricorda che è stata presentata anche la proposta di legge che consentirebbe il pensionamento a partire dai 62 ani di età con almeno 35 anni di contributi e una penalizzazione massima dell’8%. Il presidente della Commissione Lavoro ricorda che tale proposta non è ritagliata esclusivamente sugli over 60 ma è un modello previdenziale che vorrebbe guardare al futuro poiché questa scelta potrebbe evitare la creazione dei nuovi poveri, come ad esempio quei lavoratori che, una volta perso il lavoro sono costretti ad aspettare l’età del pensionamento a reddito zero. Con la flessibilità in uscita proposta da Damiano si favorirebbe, inoltre, l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro completando il Jobs Act. Ironicamente Damiano precisa che questa potrebbe essere una soluzione, “A meno che il futuro debba essere caratterizzato da fabbriche di settantenni.   Il presidente dem fa notare che in ogni caso la manovra previdenziale avrà bisogno di coperture finanziarie e a questo punto, afferma, “ben venga un po’ di deficif spending”.

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Argomenti: Giustizia