Riforma Pensioni: cosa succede con Draghi al Quirinale

Se Draghi sarà eletto nuovo Capo dello Stato, che fine farà la riforma pensioni allo studio per il 2022? Lo spettro del ritorno alla Fornero per tutti.

di , pubblicato il
Se Draghi sarà eletto nuovo Capo dello Stato, che fine farà la riforma pensioni allo studio per il 2022? Lo spettro del ritorno alla Fornero per tutti.

Tempi duri per la riforma delle pensioni. Con la legge di bilancio 2022 è stata posta la parola fine a quota 100 e si è deciso di prorogare Opzione Donna e Ape Sociale con alcune aperture.

Non è ancora chiaro se quota 102 (in pensione a 64 anni con 38 di contributi) sarà approvata, ma una cosa è certa: non servirà ad evitare lo scalone con la Fornero. Avrà infatti durata breve, solo 12 mesi.

Riforma pensioni rinviata al 2022

Il governo ha però dato via a un tavolo tecnico con le parti sociali per avviare una seria e profonda riforma pensioni nel 2022. I lavori si dovrebbero concludere a marzo, ma c’è l’incognita elezione Capo dello Stato a febbraio.

Cosa c’entra questo con la riforma pensioni? Tutto. In pratica, se Mario Draghi fosse eletto nuovo presidente della Repubblica, l’attuale governo sarebbe dimissionario e diventerebbe difficile trovare un’altra figura in grado di sostituirla.

Il rischio che si vada ad elezioni anticipate sarebbe concreto nel corso del 2022. E così salterebbe anche il progetto di riforma pensioni in discussione al Ministero del Lavoro e dell’Economia.

Tutto dipenderà dalla nuova legislatura, dalle Commissioni che dovranno essere formate, dai nuovi rapporti coi sindacati, ecc. Senza dimenticare che i rappresentanti saranno d’ora in avanti diminuiti di un terzo.

Il ritorno alla Fornero

Che Draghi abbia giocato abilmente le sue carte per un velato ritorno alle regole della Fornero non è mistero. Lo dimostra quota 102, promossa solo per un anno e che manderà in pensione anticipata poco più di 16.000 lavoratori, secondo le stime del governo.

Ma lo dimostra anche il fatto che si è voluta concedere la proroga solo a quelle pensioni anticipate con forte penalizzazione: Opzione Donna e Ape Sociale.

Mentre, per converso, saranno possibili ancora gli scivoli pensionistici nel settore privato, dove non è lo Stato che paga.

Difficile, in definitiva, che nel 2022 si faccia una riforma pensioni se Draghi andrà al Quirinale e se si scioglieranno le Camere per indire elezioni politiche anticipate. Più probabile, invece, che la riforma avvenga qualora Draghi restasse alla guida del governo fino a scadenza naturale della legislature nel 2023.

Argomenti: ,