Riforma pensioni: cosa cambierà dopo il dossier sui privilegi dei sindacalisti

Riforma pensioni: l'Inps svela i privilegi dei sindacalisti. Per la flessibilità in uscita si taglieranno anche i loro assegni?

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Riforma pensioni: l'Inps svela i privilegi dei sindacalisti. Per la flessibilità in uscita si taglieranno anche i loro assegni?

Il dibattito sulla riforma pensioni vede come soggetto attivo anche l’Inps. L’ente previdenziale prosegue nell’operazione trasparenza: dopo aver svelato i retroscena sul calcolo delle pensioni di dirigenti, piloti, ferrovieri e altre categorie che usufruiscono di assegni con sistemi studiati ad hoc, nei giorni scorsi il “dossier porte aperte” ha preso di mira i sindacalisti. Dall’indagine interna emerge che i rappresentanti dei lavoratori che sono rientrati nel regime ante-riforma Fornero (quelli che vantavano più di 18 anni di contributi versati prima della riforma Dini del 1995) possono godere di una pensione più alta del 27% rispetto ad un qualsiasi altro lavoratore con lo stesso montante contributivo.

Come è possibile? E soprattutto: se questo privilegio non è equo può la riforma delle pensioni cambiare le cose?  

Riforma pensioni: sarà abolita la contribuzione aggiuntiva dei sindacalisti?

Il presunti privilegio si deve al versamento dei contributi aggiuntivi versata dal sindacato a favore dei lavoratori in aspettativa o in distacco (aspettativa retribuita) che si sommano a quelli figurativi. Si parla quindi di distacco a costo zero. Ma a quanto ammontano queste contribuzioni aggiuntive che, lo ricordiamo, sono a carico della collettività? L’Inps non è in grado di quantificarne il costo

Riforma pensioni: contrattacco del governo ai sindacati

Il dossier porte aperte rappresenta una bomba sganciata contro i sindacati che, negli ultimi mesi, sono in prima linea nella lotta per la riforma delle pensioni chiedendo a gran voce maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori. Immediata la risposta delle sigle sindacali che rimbalzano le accuse al mittente e smentiscono i privilegi: in una nota della Cgil si legge che “i lavoratori in distacco o in permesso impegnati nel sindacato” si applicano solamente le leggi mentre il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti ha accusato l’Inps di diffondere dati non precisi e ha sottolineato che “quando si parla di regole “molto vantaggiose” per i sindacalisti si esprime una valutazione così generica e sommaria da far sospettare che l’intento sia di ingenerare discredito e non di fare chiarezza”.

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