Riforma Pensioni e APe, i giovani che fine faranno?

Riforma Pensioni e APe, non risolvono in problema delle pensione future dei giovani, la Sapienza di Roma ha redatto un rapporto Stato Sociale 2017.

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Riforma Pensioni e APe, non risolvono i problemi strutturali del sistema italiano. La Sapienza di Roma ha redatto un rapporto Stato sociale 2017 che evidenzia le difficoltà dei giovani, con flessibilità e stipendi bassi, si trasformeranno nei nuovi pensionati poveri.

Il rapporto presentato dall’Università Sapienza di Roma evidenzia le problematiche del welfare state nel contesto economico – sociale. Parte dall’analisi della grande recessione iniziata nel 2007-2008, “ le sue connessioni con l’ipotesi di una “stagnazione secolare”, la riduzione della dinamica della produttività, le proposte di decentramento contrattuale dei salari e i ruoli che possono essere affidati all’intervento pubblico e al welfare state per superare la crisi”. Il rapporto analizza le ultime riforme in riferimento al mercato lavoro, sistema previdenziale pubblico e privato, il reddito minimo garantito, l’ istruzione scolastica, il sistema sanitario, gli ammortizzatori sociali e l’assistenza. Un’analisi completa elaborata da studiosi ed esperti.

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Pensioni: ma il Governo cosa fa?

Un’analisi che deve far riflettere e usare come parametro per cercare di migliorare il sistema strutturale italiano, aiutare i giovani dovrebbe essere il primo obiettivo di un Governo che funzioni. Attualmente è la categoria più maltrattata, posti di lavoro inesistenti o quasi, flessibilità, paga bassa e per finire una pensione da povero. Poi ci si lamenta se i giovani scappano dalla loro Italia, tanto amata ma anche tanto odiata.

Incentivi fiscali per i giovani che rientrano in Italia

L’Italia richiama i giovani in Italia, ma con quali prospettive?  Ecco gli incentivi fiscali per il rientro dei Cervelli in Italia, previsti dalla legge 238/2010, sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2017.

I beneficiari di questi incentivi sono i lavoratori che si sono trasferiti in Italia entro il 31 dicembre 2015 (articolo 1, comma 259 della Legge di Stabilità 2016).

Prevedono la detassazione IRPEF del reddito da lavoro del 70% o dell’80%, a seconda se trattasi di lavoratori o lavoratrici. Il regime fiscale di vantaggio, potrà essere attivato solo dai lavoratori che si sono trasferiti in Italia entro il 31 dicembre 2015. Chi si trasferirà oltre questa data potrà contare, sul bonus previsto dall’articolo 16 del Dlgs 147/2015, un vantaggio meno importante ma comunque più lungo in quanto destinato ad operare per cinque anni.

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