Riforma pensioni e Ape: a chi conviene il prestito pensionistico?

L'Ape, o prestito pensionistico, non è una forma di pensione anticipata conveniente per tutti, per molti lavoratori, infatti, il suo costo sarà troppo alto.

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L'Ape, o prestito pensionistico, non è una forma di pensione anticipata conveniente per tutti, per molti lavoratori, infatti, il suo costo sarà troppo alto.

In attesa dell’incontro tra governo e parti sociali per discutere sulla riforma pensioni che si terrà il 27 settembre, torna alla ribalta il tema del prestito pensionistico, una della ipotesi più accreditate per permettere maggiore flessibilità in uscita ai lavoratori. Ma a chi conviene veramente approfittare dell’Ape per la pensione anticipata?

Lo scopo del governo dovrebbe essere quello di permettere un’accesso alla pensione anticipata senza troppe penalizzazioni rispettando al tempo stesso il bilancio statale e  fornendo delle misure di uscita con poche penalizzazione anche ai cosiddetti lavoratori precoci.

Ape: a chi conviene?

Il prestito pensionistico, come ampiamente descritto negli ultimi periodi, permetterebbe l’uscita dal mondo del lavoro con un massimo di 3 anni e 7 mesi di anticipo. Potrà beneficiarne, quindi, qualsiasi lavoratore, del settore pubblico e privato, dopo il compimento del 63esimo anno di età. Ma a quale prezzo per i lavoratori?

Quello che si pensa scoraggerà molti lavoratori di fruire dell’Ape è proprio il suo costo. L’anticipo pensionistico sarà possibile grazie ad un prestito elargito dalle banche che, poi, il pensionato dovrà restituire con micro prelievi sulla pensione ventennali. Dai primi calcoli effettuati dai sindacati è emerso che, in media, chi anticiperà il pensionamento di un anno si vedrà decurtare dall’assegno pensionistico 50 euro per 20 anni, si tratta, quindi, di un totale di 12mila euro. Un anticipo di 3 anni, invece, costerebbe sull’assegno mensile 200 euro per un totale, sui 20 anni, di 48mila euro.

A poter usufruire dell’Ape gratuitamente potranno essere i disoccupati rimasti senza ammortizzatori sociali, chi svolge lavori rischiosi o faticosi o, ancora, chi versa in una situazione di bisogno economico. L’anticipo sarà gratuito soltanto per pensioni pari a 1200 euro netti, per quote previdenziali superiori all’interessato spetterà uno quota del costo.

Alla luce di questi fatti, quindi, il prestito pensionistico converrebbe soltanto a chi potrà usufruirne gratuitamente perchè chi svolge un lavoro ben pagata e sicuro difficilmente sceglierà di abbandonarlo per fruire dell’Ape.

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