Riforma pensioni: anche Elsa Fornero cambia idea

Anche Elsa Fornero afferma che la sua legge va cambiata, all'Italia serve flessibilità.

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Anche Elsa Fornero afferma che la sua legge va cambiata, all'Italia serve flessibilità.

Elsa Fornero, artefice della riforma pensioni del 2011 con il governo Monti, per la prima volta afferma che la sua legge va cambiata perché occorre più flessibilità in uscita. Dopo le moltissime critiche e le innumerevoli contestazioni che la sua legge le ha portato, la Fornero non ha mai rinnegato una decisione presa per salvare l’Italia. Chi non ricorda la famosa conferenza stampa che l’ex ministro ha tenuto, con al suo fianco l’allora premier Mario Monti, con cui chiedeva, senza mai dirlo apertamente, il sacrificio degli italiani con le lacrime agli occhi? Oggi è la stessa Elsa Fornero a dire che la sua legge può e deve essere cambiata per recuperare un po’ della flessibilità che il rigore aveva escluso dal sistema previdenziale.

Il cambiamento di opinione dell’ex ministro è giustificato dal fatto che le condizioni di emergenza che portarono a quella riforma del sistema pensionistico sono in parte superate e quindi i margini che il governo ha per rivedere il sistema previdenziale sono sicuramente più larghi. Secondo la Fornero gli interventi da compiere devono essere ponderati perché il nostro Paese è ancora in una situazione difficile. L’ex ministro sembra approvare la proposta avanzata dal presidente dell’Inps Tito Boeri a inizio estate, proposta che prevede l’introduzione del sistema contributivo di solidarietà per tutte quelle pensioni che negli anni passati sono state avvantaggiate dal calcolo retributivo. La Fornero concorda con Boeri anche sul prezzo che i lavoratori che decidono per il pensionamento anticipato dovrebbero pagare, la riduzione va calcolata con criteri equi che si aggirano attorno al 3/3,5% per ogni anno di anticipo sull’età per la pensione di vecchiaia, tenendo presente che bisognerebbe essere più generosi con i lavoratori precoci e per coloro che svolgono lavori usuranti. Si dichiara, invece contraria all’idea del calcolo degli assegni previdenziali esclusivamente con il metodo contributivo ritenendo che l’onere per il lavoratore sarebbe decisamente troppo alto.

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