Riforma Pensioni: allo studio l’addio alle Quote?

In tema di Riforma Pensioni, l'addio alle Quote si fa sempre più chiaro. Quota 100 non si rinnoverà alla scadenza di fine anno 2021 e, a quanto pare, non ci sarà neanche Quota 102 e l'estensione di Quota 41.

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In tema di Riforma Pensioni, l'addio alle Quote si fa sempre più chiaro. Quota 100 non si rinnoverà alla scadenza di fine anno 2021 e, a quanto pare, non ci sarà neanche Quota 102 e l'estensione di Quota 41.

In tema di Riforma Pensioni, l’addio alle Quote si fa sempre più chiaro. Quota 100 non si rinnoverà alla scadenza di fine anno 2021 e, a quanto pare, non ci sarà neanche Quota 102 e l’estensione di Quota 41.

Dalla bozza del Recovery Plan non ci sono dubbi: trattative zero con i sindacati.

Il Governo Draghi intende seguire alla lettera le indicazioni dell’UE facendo calare le speranze di nuove ‘Quote’ per favorire il pensionamento anticipato. La Commissione Europea definisce iniqua Quota 100, un privilegio per pochi. Per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale nel medio periodo, l’UE chiede all’Italia un ritorno alle regole introdotte dal Governo Monti nel 2011.

Negli ultimi anni, in più di un’occasione, l’Unione Europea ha chiesto di attuare appieno la Riforma Fornero. Niente più misure di flessibilità, solo due chance: pensione di vecchiaia (a 67 anni con 20 anni di anzianità contributiva minima) e pensione anticipata (10 mesi di contributi, 42 anni per gli uomini, 41 per le donne).

Riforma Pensioni: addio alle Quote dal 2022, potenziamento dell’Ape Sociale

Oltre all’addio di Quota 100 a partire dal 1° gennaio 2022, la bozza del Recovery Plan sembra non prevedere alcuna misura di flessibilità sostitutiva. Molto probabilmente, quindi, non ci sarà Quota 102 né Quota 41 fortemente voluta dalla Lega.

Il Governo Draghi ha chiaramente ammesso che, in futuro, le misure di flessibilità riguarderanno soltanto i lavoratori impegnati in attività usuranti, particolarmente gravose e pesanti.

Di conseguenza, ci sono molte possibilità di potenziare l’Ape Sociale riservata a questo tipo di categorie: potrebbe diventare strutturale, la prossima Legge di Bilancio potrebbe prevedere un meccanismo ad hoc ampliando l’elenco dei gravosi e usuranti.

Prorogata Opzione Donna per le lavoratrici dipendenti e autonome, che potrebbe essere riconfermata direttamente per 3 anni.

Sindacati in allarme: “Non possiamo creare nuovi esodati”

Come attutire l’impatto dello ‘scalone’ che si prospetta ad inizio 2022?

I sindacati sono in allarme ed hanno chiesto al Governo Draghi di riaprire le trattative per la Riforma Pensioni, per cercare soluzioni alternative allo scopo di evitare lo scalone di 5 anni che potrebbe crearsi a gennaio prossimo.

I sindacati insistono su Quota 102 che, rispetto a Quota 100, aumenta di 2 anni il requisito anagrafico portandolo a 64 anni e lascia invariato il requisito contributivo di 38 anni.

Piero Ragazzini, Segretario generale della Fnp Cisl, ha dichiarato:

Non possiamo rischiare di creare nuovi esodati come è avvenuto con la Legge Fornero. Chiediamo al Governo di ascoltarci prima di decidere di escludere a priori la proroga della Quota 100“.

Per i lavori gravosi ed usuranti è importante adottare misure specifiche, ma bisogna separare in modo corretto previdenza e assistenza per dimostrare che la spesa previdenziale italiana è sostenibile e in linea con la media europea.

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