Riforma pensioni: 5 problemi da risolvere prima delle elezioni

La riforma delle pensioni sarà l'ago della bilancia per la campagna elettorale? Ecco 5 nodi da sciogliere prima di andare alle urne

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La riforma delle pensioni sarà l'ago della bilancia per la campagna elettorale? Ecco 5 nodi da sciogliere prima di andare alle urne

La sentenza della Consulta sui rimborsi ha avuto inevitabilmente conseguenze anche sulla riforma delle pensioni. Se Renzi pensava di rimandare la questione a dopo le Amministrative, sfruttando la destinazione del tesoretto del Def in campagna elettorale, ora dovrà rivedere la sua agenda.

Cinque in particolare i problemi urgenti in tema pensioni che Renzi dovrà risolvere prima delle elezioni oltre al già annunciato rimborso di 500 euro il primo agosto per le pensioni non indicizzate.

Rimborsi pensioni: chi è tagliato fuori

Prima di tutto sulle elezioni pesa l’insoddisfazione dei pensionati tagliati fuori dai rimborsi. Sono circa un milione. Dopo l’approvazione del decreto il premier ha spiegato: “Se tu prendi 1.700 euro lordi di pensione, il primo agosto il bonus Poletti darà 750 euro, se 2.200euro sarà di 450 euro, se 2.700 sarà di 278 euro”. Restano esclusi gli assegni Inps superiori a 3.200 euro lordi.  

Riforma pensioni e copertura: tagli agli aiuti alla povertà?

Renzi aveva anticipato di voler destinare il tesoretto a misure anti povertà. La sentenza sui rimborsi però impone un ripensamento che potrebbe pesare alle urne. Vero è che l’applicazione integrale della sentenza della Consulta sarebbe costata 11 miliardi e che, secondo le stime, il primo agosto l’esecutivo ne spenderà “appena” 2,18 miliardi ma si tratta comunque di soldi “tolti” a scuole e strade etc. oltre che al finanziamento del reddito minimo per gli esodati prossimi alla pensione.

 Ricorsi rimborsi pensione: pronta class action

I rimborsi arriveranno una tantum, parziali e non per tutti. Difficile pensare che non ci saranno ricorsi. Le associazioni dei consumatori hanno già promesso una class action appoggiati dai partiti di opposizione che propongono il patrocinio gratuito di un giuslavorista al servizio dei ricorrenti. Su questo punto è intervenuto anche Giuseppe Cardinale, ex manager della Standa, il pensionato che per primo ha fatto, e vinto, il ricorso contro la mancata indicizzazione: “ho rispetto dei soldi. So quanto si fatica per guadagnarli. Ma questo mi sembra un contentino elettorale. Per quanto riguarda mi aspettavo più di 2 mila euro lordi. Questo è il valore della mancata indicizzazione come calcolato sulla mia pensione”.

E nella sua situazione ci sono tanti altri pensionati.

Pensioni: Bruxelles potrebbe non accontentarsi

C’è inoltre il rischio che da Bruxelles arrivi la richiesta di nuovi interventi. Visto il debito pubblico e la crescita a rallentatore, il nostro Paese resta infatti nel mirino dell’Europa. Le ultime voci parlano a tal proposito di un possibile ritorno al sistema contributivo in linea con le recenti dichiarazioni di Tito Boeri che ha giudicato gli assegni con sistema retributivo troppo gravosi.

Consenso Pd in calo tra i pensionati?

I rallentamenti della riforma pensioni e il caos rimborsi rischiano di far perdere terreno al Pd tra gli elettori pensionati o prossimi alla pensione. Anche perché le tensioni interne potrebbero creare una nuova frattura con la sinistra al Nazareno

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