Riforma Pa: cosa cambia per dipendenti e cittadini

Cosa cambia con il riordino della Pubblica Amministrazione sia per i cittadini che per i dipendenti?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Cosa cambia con il riordino della Pubblica Amministrazione sia per i cittadini che per i dipendenti?

Con la riforma della Pubblica Amministrazione cambiano molte cose sia per i dipendenti che per i cittadini. Sono previsti, infatti, nuovi incarichi per i dirigenti e semplificazioni per i cittadini, vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti sostanziali previsti con questa riforma.    

Dirigenti

Uno dei punti nevralgici della riforma è rappresentato dal riordino della dirigenza.

  • Per i dirigenti arriva il ruolo unico, uno per lo Stato, uno per le regioni e uno per gli enti locali.
  • Gli incarichi sia quelli assegnati per merito che quelli assegnati per formazione possono durate un massimo di 4 anni; per una volta, se necessario, possono essere prorogati di ulteriori 2 anni.
  • Se si rimane senza incarico si può richiedere un demansionamento per non perdere il posto di lavoro
  • La licenziabilità è vincolata in ogni caso all’operato del dirigente.
  • Negli incarichi in settori esposti al rischio corruzione è prevista la revoca dell’incarico o il divieto per lo stesso per i dirigenti condannati anche in via non definitiva
  • La figura del segretario comunale è cancellata ma gli stesi ancora per 3 anni potranno continuare ad esercitare le funzioni di legalità

  Una delle deleghe più pesanti riguarda la riscrittura del testo unico del pubblico impiego che dovrà prevedere anche a rendere concreti i provvedimenti disciplinari per i dipendenti della Pa. Le visite fiscali non sono più delegate all’Al ma provvederà direttamente l’Inps mentre per chi è vicino alla pensione c’è la possibilità della scelta del lavoro part time con i contributi del full time raggiungibili con versamenti volontari.  

Forze di polizia

Le forze di polizia diventano 4 poiché il Corpo Forestale dello Stato sarà assorbito probabilmente dai Carabinieri. Tutto il personale con funzioni anti-incendio passerà sotto il controllo dei Vigili del fuoco. Per tutte le forze dell’ordine è previsto un riordino generale dell’assetto funzionale organizzativo mentre le progressioni di carriera saranno legate al merito. E’ stato istituito, sempre nell’ambito della riforma, un numero unico per le emergenze, il 112, che sarà esteso a tutto il territorio nazionale andando ad assorbire il 118, il 113 e il 115.  

Amministrazione e restyling

La riorganizzazione dell’amministrazione statale è contenuta nell’articolo 7 della delega. Per quel che riguarda le prefetture si procederà ad un taglio netto del loro numero. In ogni caso gli uffici che rimarranno faranno capo all’Ufficio territoriale Unico dello Stato che fornirà anche un punto di contatto tra le amministrazioni periferiche e i cittadini. Si parla anche di una riorganizzazione dei ministeri partendo dalle strutture interne in chiave più flessibile. La presidenza del Consiglio avrà poteri di controllo rafforzati sia sulle agenzie fiscali che sulle nomine dei manager pubblici. Tali nomine dovranno passare per il Consiglio dei Ministri. Cambiamenti anche nel Pra, il pubblico registro automobilistico, che passerà sotto il controllo del ministero dei Trasporti che già gestisce la motorizzazione civile. Anche le capitanerie di porto e le Authorities subiranno dei cambiamenti, queste strutture, infatti dovranno livellare gli stipendi adottando anche criteri omogenei per i finanziamenti. Ogni struttura, inoltre non dovrà avere un corrispondente negli uffici ministeriali.

Camere di Commercio dimezzate

L’articolo 8 del ddl prevede inoltre un quasi dimezzamento delle Camere di commercio che passeranno dalle attuali 105 alle future 60 tenendo conto della soglia di dimensione minima delle 75mila imprese iscritte (precedentemente la soglia era fissata a 80mila). In tutto ciò il ruolo di Palazzo Chigi ne uscirà notevolmente rafforzato poiché le funzioni del Consiglio dei ministri saranno rafforzate con lo scopo di far passare dal Cdm tutto ciò che anche formalmente spetta ai singoli ministeri, dalle nomine di competenza diretta che quelle indiretta.  

Silenzio assenso

Perché scatti il silenzio assenso i giorni di attesa passano da 60 a 90 per le amministrazioni che si occupano di tutela dell’ambiente, paesaggio territoriale, beni culturali e salute. L’atto cofirmato dopo 30 giorni dalla notifica avrà ottenuto il consenso in caso di silenzio dell’amministrazione. In caso, però, di contese su rilasci di nulla osta la decisione spetterà al Presidente del Consiglio. I procedimenti amministrativi saranno, invece, accelerati con un taglio fino al 50% dei termini per la chiusura delle procedure per opere di interesse generale. Per le grandi opere i poteri sostitutivi potranno essere attribuiti al premier

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Normativa e Prassi, Pubblica amministrazione

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.