Riforma Irpef verso il rinvio, mancano i soldi

La riforma Irpef non sarà attuata nel 2021 perché mancano fondi. Colpa della pandemia, ma una cosa importante sarà certamente fatta al più presto.

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La riforma Irpef non sarà attuata nel 2021 perché mancano fondi. Colpa della pandemia, ma una cosa importante sarà certamente fatta al più presto.

La riforma Irpef tanto attesa rischia di saltare. Almeno per il 2021. Se ne riparlerà il prossimo anno se va bene. Le risorse economiche a disposizioni sarebbero limitate e considerando l’allarme lanciato dall’Inps sui conti 2020, c’è da stare attenti.

Tutta colpa della pioggia di bonus e degli interventi pubblici a sostegno del reddito per via della crisi economica conseguente alla pandemia. Lo Stato è stato costretto a indebitarsi oltre misura, più che in altri Paesi europei e ora il conto, alla vigilia della redazione della manovra di bilancio, è salato.

In pratica, non si può arrivare dappertutto e dalla Germania hanno già fatto sapere che l’Italia deve tagliare le spese altrimenti i soldi del Recovery Fund non arriveranno. Al primo posto c’è la riforma delle pensioni, per la riforma Irpef si vedrà. Ma altre manovre fiscali in deficit sono fuori discussione stante il livello di debito pubblico raggiunto dall’Italia (2.500 miliardi di euro).

Riforma Irpef verso lo slittamento al 2022

Sicché la riforma Irpef tanto attesa rischia di saltare per quest’anno. Servirebbero almeno 10 miliardi per attuarla e i soldi non ci sono. Secondo la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che il Consiglio dei ministri sta per approvare i soldi disponibili non sarebbero più di 6 miliardi. Ma servono per altri scopi. Oltre che per confermare l’aumento del taglio del cuneo fiscale (bonus Renzi incrementato fino a 100 euro) per i redditi da lavoro dipendente fino a 40 mila euro (una voce che per il 2021 richiede 2 miliardi), servono l’assegno unico familiare.

L’attuazione del disegno di legge delega sul Family act (attualmente fermo al Senato) che prevede infatti l’introduzione dell’assegno unico per ogni figlio fino 21 anni.

Si parla di 200 euro medi al mese a famiglia modulati sull’Isee. Aspetti che dovranno essere definiti dai decreti attuativi del governo appunto, sostituendo gli attuali sgravi fiscali per i carichi familiari (detrazioni, assegni e bonus).

Per il governo, nessun rinvio

Per il governo, tuttavia, non si tratta di un rinvio della riforma Irpef a tempi migliori ma di un avanzamento scadenzato nel tempo. Come ha ribadito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri:

vogliamo fare una riforma fiscale, c’è la possibilità e stiamo valutando di anticipare alcuni pezzi. Noi potremmo decidere di fare, anche per il 2021, un nuovo modulo di riforma fiscale. Un’ampia riforma richiede tempo. Perciò presenteremo un disegno di legge delega che sia operativa dal primo gennaio 2022“.

E ancora

Ho letto con divertimento alcune ricostruzioni sulla stampa, secondo cui prima avremmo fatto una riforma storica, poi il governo ha deciso di rinviare la riforma. Noi non abbiamo mai cambiato opinione: abbiamo detto che c’è la possibilità di anticiparne alcuni pezzi, come abbiamo fatto con il cuneo fiscale“.

Priorità vero l’assegno unico per i figli

E’ quindi probabile che la tanto attesa riforma fiscale (Irpef, Iva, Irap, ecc.) partirà, nella migliore delle ipotesi, nel corso del 2021. E sempre con un disegno di legge delega, che accompagnerebbe la manovra, dovrebbe partire il percorso per la riforma dell’Irpef, che quindi potrebbe essere applicata solo dal 2022.

Del resto, se l’obiettivo dichiarato è quello di far pagare meno tasse al ceto medio, servono ingenti finanziamenti. Ma quelli disponibili per il 2021 dovrebbero essere appunto utilizzati prioritariamente per la conferma del taglio del cuneo, altrimenti circa 6 milioni di lavoratori si vedrebbero cancellato o ridotto il bonus in busta paga.

E poi per aiutare le famiglie, realizzando il primo modulo della riforma, cioè l’assegno unico per i figli, mentre per i moduli successivi bisognerà attendere.

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