Riforma IRPEF Draghi: ecco quali sono le ipotesi sul tavolo

Inizia a delinearsi la Riforma IRPEF Draghi con le proposte avanzate dai vari partiti. Risulta urgente una revisione delle aliquote per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente.

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Inizia a delinearsi la Riforma IRPEF Draghi con le proposte avanzate dai vari partiti. Risulta urgente una revisione delle aliquote per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente.

Inizia a delinearsi la Riforma IRPEF Draghi con le proposte avanzate dai vari partiti. Risulta urgente una revisione delle aliquote per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni, specie per i contribuenti del ceto medio-basso. La riduzione della percentuale mette d’accordo un po’ tutte le parti politiche. Ciò che divide riguarda la modalità di finanziamento della manovra fiscale.

Riducendo le aliquote come reperire fondi per evitare un ammanco nelle casse dello Stato? Verranno introdotte nuove tasse? Cosa ci aspetta? La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa o la patrimoniale sui conti correnti? Una tassa di successione? C’è chi propone anche la revisione dell’IVA.

Vediamo quali sono le ipotesi sul tavolo del Governo.

Riforma IRPEF Draghi: urgente, entro giugno la stesura di un documento

Per una Riforma IRPEF troppe volte rimandata, è necessario trovare i soldi per una grande manovra che dovrebbe comportare l’abbassamento delle aliquote per i contribuenti appartenenti ai ceti medio-bassi riducendo la pressione fiscale.

Come trovare i fondi per finanziare questa manovra?

Si pensa ad una maggiore tassazione per i più ricchi ma nulla è stato ancora definito.

L’UE spinge per l’IMU sulla prima casa, c’è chi propone una nuova patrimoniale, l’aumento della tassa di successione, la revisione delle rendite catastali.

Fatto sta che la Riforma IRPEF è urgente: entro giugno si attende la stesura di un documento comune a tutti i partiti su cui, entro fine luglio, bisognerà lavorare. Al momento, non c’è ancora una linea comune.

IRPEF: le proposte dei partiti

Per ora, i vari partiti politici sono concordi sull’idea di tre sole aliquote IRPEF. Bisognerà rivedere anche il sistema delle detrazioni fiscali.

Vediamo quali sono le proposte dei vari partiti al vaglio del Governo Draghi.

Il PD ipotizza la progressività di un’aliquota continua e personalizzata (come il modello tedesco) che potrebbe favorire soprattutto i redditi inferiori a 25.000 euro. Questa soluzione, però, andrebbe ad abolire detrazioni da lavoro dipendente, taglio del cuneo fiscale e bonus da 100 euro.

Forza Italia chiede una riduzione della pressione fiscale non solo per le persone fisiche ma per le imprese, una generale sospensione delle tasse per le aziende e l’abolizione dell’Irap. I partiti di destra si dichiarano contrari a tassazione patrimoniale o di successione.

Il M5S propone la revisione del sistema delle detrazioni fiscali attraverso una semplificazione che consentirebbe ai contribuenti di ricevere i rimborsi spettanti con un meccanismo simile al cashback di Stato, più volte nel corso dell’anno, senza dover attendere la dichiarazione dei redditi per beneficiarne.

Come finanziare la manovra fiscale?

Per finanziare la manovra fiscale, bisognerà inevitabilmente aumentare la tassazione da altre fonti.

Tra le ipotesi che non possono essere escluse, troviamo:

– prelievo forzoso straordinario su risparmi e depositi di conto corrente o nuove tasse sui patrimoni e le proprietà oltre un certo limite;

– introduzione (proposta dal PD) di una nuova tassa di successione a partire dai 5 milioni di euro;

– la reintroduzione dell’IMU sulla prima casa sopra un certo limite di reddito;

– l’imposta a partire dallo 0,2% per i patrimoni da 500mila euro in su (proposta di legge di Sinistra Italiana).

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