Riforma fiscale: taglio Irpef e riduzione agevolazioni fiscali, obiettivo equità

Il governo Monti punta anche a evitare l'aumento previsto dell'Iva al 23%

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il governo Monti punta anche a evitare l'aumento previsto dell'Iva al 23%

Come detto nei precedenti interventi l’esecutivo Monti ha avviato la fase delle azioni in materia di equità nell’ambito della riforma fiscale.  La nuova delega fiscale punta infatti a scongiurare il previsto aumento iva di due punti percentuali, taglio all’irpef per i meno abbienti, una revisione degli sconti fiscali che tenga conto dei più bisognosi e delle famiglie numerose. Vediamo nel dettaglio quali saranno i probabili interventi dell’esecutivo. Sebbene le dichiarazioni di Monti siano state chiare sulla necessità di utilizzare parte dei proventi della lotta all’evasione fiscale per ridurre le tasse, di cifre per ora non si è parlato. Nonostante nel 2011 l’amministrazione finanziaria sia riuscita ad incassare circa 11 miliardi di euro  dagli evasori, nel 2012 si attende un ulteriore incremento del gettito visto che le nuove norme in materia di utilizzo dei dati bancari ed i blitz fatti recentemente in diverse città abbiano un notevole effetto deterrente. I tecnici hanno focalizzato il loro lavoro, sulla riduzione dello scaglione più basso irpef, quello del 23 per cento. Tuttavia occorrerà verificare lo stanziamento di risorse tenendo conto che un punto di riduzione irpef costa circa 5 miliardi di euro.  

AUMENTO IVA 23 SAREBBE UN SUICIDIO

Inoltre l’esecutivo è concentrato sull’attuazione di alcune norme al fine di scongiurare l’aumento previsto di due punti percentuali dell’iva ( e nel 2014 potrebbe esserci un ulteriore aumento di mezzo punto). Tuttavia in molti hanno sollevato dubbi sull’aumento in una fase recessiva come questa ( i consumi infatti potrebbero subire un duro colpo), e quindi i tecnici studiano quali  interventi potrebbero evitare la modifica delle aliquote iva.  

AGEVOLAZIONI FISCALI: SI PUNTA A TAGLIO RAGIONATO E NON LINEARE

Fra gli interventi plausibili vi è sicuramente quello di sfoltire, in maniera ragionata, le circa 720 agevolazioni fiscali che garantiscono ai contribuenti risparmi fiscali per oltre 160 miliardi di euro. Nel precedente governo, il ministro Tremonti aveva previsto una sforbiciata lineare prima del 5 e poi del 20 per cento. Tuttavia l’esecutivo Moti ha pensato bene di istituire una commissione con il compito di valutare le linee di intervento, in modo tale che deduzioni fondamentali ( come ad esempio a tutela dei malati o delle famiglie) non abbiano lo stesso trattamento di altre.  

SPESA PUBBLICA: PAROLA D’ORDINE RAZIONALIZZAZIONE

Altro capitolo importante di intervento riguarda la razionalizzazione della spesa pubblica evitando il più possibile gli sprechi. In quest’ottica entro fine maggio si introdurrà a pieno regime il regime dello spending review ed in diversi ministeri sono state già avviate accurate revisione dei bilanci, in modo da capire in maniera dettagliata come vengono spesi i soldi pubblici. L’obiettivo è di standardizzare tutti i costi che vengono sostenuti divisi in capitali di spesa, e verificare poi se i centri di spesa sono al di sopra o al di sotto della media fissata dallo spending review ( il risparmio generato dal sistema potrebbe arrivare a 10 miliardi l’anno).  

REVISIONE ESTIMI CATASTALI 2011: ANCORA UNA MODIFICA?

Per quanto riguarda gli immobili, la recente revisione degli estimi del 60 per cento e l’introduzione dell’imu sulla prima casa, porterà nelle casse erariali circa 10 miliardi di euro. Tuttavia anche con la recente rivalutazione il valore totale dello stock immobiliare italiano viene stimato dallo Stato in circa 4 mila miliardi a fronte di un valore commerciale di 8.200 miliardi di euro. Pertanto potrebbe esserci all’orizzonte una nuova modifica che riveda i valori medi degli immobili agendo Comune per comune, tenendo conto anche delle zone di ubicazione degli immobili.  

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Argomenti: Tasse e Tributi