Riforma fiscale, Ruffini: basta bonus, semplificate il sistema

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate spiega come deve essere fatta la riforma fiscale. Tax free per i redditi bassi e Irpef secondo il modello tedesco.

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Il direttore dell’Agenzia delle Entrate spiega come deve essere fatta la riforma fiscale. Tax free per i redditi bassi e Irpef secondo il modello tedesco.

Altro che riforma fiscale all’insegna della semplificazione. Se c’è una cosa che gli italiani ricorderanno del governo Conte saranno i bonus a pioggia che hanno complicato la vita degli italiani. Una vera e propria giungla per imprese e famiglie che ha creato confusione e senso di smarrimento.

Non tanto per i bonus in sé, benvenuti e utilissimi per certi versi, ma per il fatto che sono piovuti a cascata fra capo e collo dei contribuenti. In un momento critico per gettare le basi di una riforma fiscale e già caratterizzato da un sistema del fisco fra i più complicati al mondo.

Troppi bonus e tasse ancora alte

Oggi come oggi, fra leggi, decreti, regolamenti, circolari ecc. se ne esce matti. Pochissimi sono in grado di fare da soli senza l’ausilio di un consulente o dei patronati, letteralmente presi d’assalto in un periodo peraltro molto critico. Al punto che tanti hanno preferito rinunciare piuttosto che star dietro a tutti i cavilli tecnici e burocratici che il governo ha messo in piedi con i vari decreti.

Altro riforma fiscale all’insegna della semplificazione. Anche la digitalizzazione (vedi Spid) ha complicato, piuttosto che semplificato la vita dei cittadini. A farne le spese sono le persone più anziane e coloro che non hanno la possibilità di fari assistere per venir fuori da un ginepraio forse creato ad arte per confondere e far desistere le persone dal richiedere assistenza. Perché in fondo in fondo, i soldi non ci sono per tutti.

Ruffini, Irpef alla tedesca non disincentiva lavoro

Ciò premesso, il governo si appresta quest’anno a mettere mano alla tanto attesa riforma fiscale.

Il nostro ordinamento necessita di una profonda rivisitazione fra cui la rimodulazione delle aliquote Irpef. Se ne parla da mesi e si guarda in proposito al modello tedesco da imitare, anche se sono ancora in molti a non esserne convinti.

Sul punto della riforma fiscale che verrà è intervenuto anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso di un’audizione presso le Commissioni congiunte Finanze di Camera e Senato. Il sistema ad aliquota continua ispirato al meccanismo applicato in Germania,

“consente di graduare con estrema finezza l’aliquota marginale effettiva, perfezionando la progressività dell’imposizione ed evitando il disincentivo all’offerta di lavoro dovuto al così detto salto di aliquota per i redditi medio-bassi.

Inoltre, la riduzione del prelievo sui redditi medi e medio-bassi potrebbe essere realizzata con un costo relativamente contenuto, giacché, a differenza del sistema a scaglioni, la minore tassazione di tali fasce di contribuenti non andrebbe a vantaggio anche di quelle superiori”. 

Riforma fiscale, tax free minimo senza destrazioni e bonus

Ruffini parla anche di tax free davanti ai parlamentari chiedendo, nell’ambito della riforma fiscale, di eliminare le detrazioni e i bonus.

Per far fronte alle esigenze di semplificazione e trasparenza nel calcolo dell’Irpef, in luogo delle detrazioni per tipo di lavoro e componenti familiari decrescenti al crescere del reddito, dell’ulteriore detrazione fiscale per redditi di lavoro dipendente e assimilati e degli assegni familiari (nonché di altre misure per i figli, come il bonus natalità, il bonus asili nido, ecc.), potrebbe essere riconosciuto a tutte le famiglie un reddito minimo esente, variabile in base alla composizione della famiglia, sul modello dell’Irpef spagnola“.

Allo stato tale proposta dovrebbe coordinarsi con la progettata introduzione di un assegno unico per i figli. Esso dovrebbe orientativamente essere ragguagliato al reddito minimo di sussistenza. Per rispondere così all’esigenza di esentare, per tutti i contribuenti, quella parte di reddito necessaria a far fronte alle spese basilari.

La progressività sarebbe garantita esclusivamente da aliquote e scaglioni, di cui potrebbe essere conseguentemente necessaria una maggiore articolazione.

Al duplice scopo di contenere il costo della riforma fiscale e di compensare, almeno in parte, il vantaggio riconosciuto anche ai possessori di redditi elevati. In cambio, se ne dovrebbe avere un andamento più regolare e quindi trasparente.

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