Riforma fiscale, dall’Irpef alle p. Iva: cosa cambierà? Il piano AE

Riforma fiscale, intervista al direttore dell'Agenzia delle Entrate: Irpef, p. Iva e riscossione, come cambia il Fisco.

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Riforma fiscale, intervista al direttore dell'Agenzia delle Entrate: Irpef, p. Iva e riscossione, come cambia il Fisco.

“Serve una riforma fiscale che riguardi tutto: Irpef, p. Iva e riscossione”, così il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha auspicato quelli che – secondo lui e secondo l’AE – dovrebbero essere gli obiettivi perseguibili dall’Amministrazione Finanziaria. Con la pandemia, ha spiegato, l’Italia deve ripensare al proprio sistema tributario/impositivo, sfruttando i cambiamenti degli ultimi mesi per rendere il tutto più equo e funzionale.

A tal proposito, il piano dell’Agenzia delle Entrate sembrerebbe essere chiaro. I punti dai quali partire con la riforma fiscale sono tre:

  • la tassazione Irpef, partite Iva e le imposte dirette e indirette, rinforzando tutte le leggi che le riguardano e che disciplinano (e riorganizzano rendendo più semplice) accertamento, riscossione e contenzioso tributario;
  • il passaggio online di molti servizi, per semplificare e rendere più snella la burocrazia;
  • la lotta all’evasione fiscale.

“Il primo passo – ha dichiarato Ruffini – deve essere proprio il disboscamento delle troppe leggi tributarie esistenti. Sarebbe già un grande risultato avere testi accorpati per tipo di tributi e per procedure: dichiarazione, versamento, accertamento, contenzioso, riscossione, processo tributario. Una volta fatto questo si può passare a una vera riforma. L’ultima risale ormai a cinquant’anni fa”.

Riforma fiscale post Covid: cosa cambierà?

Il Covid ha senza dubbio scatenato un cambiamento epocale, non solo a livello sociale ma anche (e soprattutto) a livello economico e fiscale. Se c’è qualcosa che l’emergenza ha insegnato alle Istituzioni è che, una volta fronteggiata la crisi, bisognerà rivedere l’intero sistema fiscale e finanziario.

A tal proposito, il direttore AE, nella sua intervista rilasciata a la Nazione, ha dichiarato: “È urgente e condivisa una riforma del Fisco. Era un’esigenza già sentita, ancora prima che l’emergenza sanitaria portasse alla luce il modo dirompente alcune fragilità del nostro Paese. Il nostro sistema fiscale è davvero una giungla impossibile da comprendere per chiunque, fatta di 700-800 leggi che in 50 anni hanno avuto oltre 1.200 modifiche. Abbiamo una confusione legislativa che consente al cittadino di confondersi, alla Agenzia delle Entrate di commettere errori e all’evasore di non essere trovato. È arrivato il momento di metterci mano”.

Le azioni che bisogna compiere? “Serve una riforma che riguardi tutto: tassazione delle persone fisiche e delle partite Iva, imposte dirette e indirette, accertamento, riscossione e contenzioso […] Dare certezze nelle norme e semplicità negli adempimenti libera tempo ed è un valore”, ha spiegato quando ha detto come e dove bisogna agire.

Lo stesso ha poi aggiunto: “Il Fisco nel suo complesso non è la mera somma di numeri e norme. È un’opera pubblica che ha bisogno di un progetto di medio periodo, di sostante manutenzione e di un investimento di risorse umane, tecniche e finanziarie”.

Lotta all’evasione fiscale

La lotta all’evasione fiscale, oggi come oggi, è diventata un’esigenza oltre che un traguardo da raggiungere. Allo Stato servono risorse e quelle sottratte all’Erario da chi non paga le tasse sono fin troppe per non essere in qualche modo reclamate dal Governo. Per i nuovi investimenti e i ristori promessi bisognerà attingere a tutte le forze a tutti i mezzi a disposizione.

L’evasione fiscale infatti, come confermato da Ruffini, “rappresenta un patrimonio di risorse sottratte a quello che chiamiamo il bene comune. Si tratta di una montagna di quasi novanta miliardi che ogni anno potrebbe essere destinata al benessere collettivo e non nelle tasche di quei pochi che pensano solo al proprio tornaconto”.

Come contrastarla? Il direttore ha le idee chiare: “Occorre semplificare e a favorire l’adempimento spontaneo e a investire nell’infrastruttura tecnologica, nei sistemi di acquisizione dei dati delle operazioni Iva (fatturazione elettronica e registratori di cassa telematici) e nell’analisi dei dati e dei ‘big data’: un patrimonio informativo che negli ultimi quattro anni ci ha consentito di ottenere i migliori risultati nel contrasto dell’evasione fiscale”. 

Dunque, più controlli grazie alla digitalizzazione e al tracciamento, con attività mirate volte ad individuare i “furbetti” grazie anche all’incrocio delle informazioni disponibili.

Evoluzione digitale, pronta riforma per un Fisco 2.0.?

Tra gli obiettivi dell’Agenzia delle Entrate, infine, anche una riforma che includa l’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito amministrativo e assistenziale: una sorta di Fisco 2.0. che sia in grado di semplificare molti aspetti legati alle procedure burocratiche e ai servizi resi dall’Amministrazione Finanziaria al cittadino.

D’altronde, come dichiarato da Ruffini, “il 2020 è stato l’anno dell’accelerazione digitale”. Il passaggio successivo? “Trasformare una risposta emergenziale in investimento. Il concetto di ‘sportello fisico’ ha già iniziato a evolversi in quello di ‘sportello virtuale’ – ha chiarito il direttore – e indietro non si torna più. Quando la pandemia sarà finalmente un ricorso, l’infrastruttura dei servizi agili che abbiamo messo a terra in questi mesi così particolari resterà e potrà essere sviluppata ulteriormente fino a diventare il principale canale di fruizione dei servizi fiscali, risolvendo una volta per tutte l’annoso problema delle code nel front office dei nostri uffici”.

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