'Riforma del catasto, carbon tax, abuso del diritto: il fisco del futuro -

Riforma del catasto, carbon tax, abuso del diritto: il fisco del futuro

L’esecutivo diviso tra l'introduzione di nuove tasse e la modifica di quelle già esistenti

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L’esecutivo diviso tra l'introduzione di nuove tasse e la modifica di quelle già esistenti

Alla fine il Governo ci ripensa, ed il tanto decantato “fondo per la riduzione delle tasse” salta, venendo sostituito da una generica dichiarazione di intenti.  Viene infatti previsto di “razionalizzare il prelievo in funzione dell’equità e della rimozione di distorsioni comporterà una redistribuzione del prelievo, ma questa resterà confinata all’interno dei singoli comparti” al posto della precedente dicitura la quale stabiliva l’impegno dell’esecutivo a destinare il gettito in un apposito fondo strutturale da utilizzare per consentire sgravi fiscali.  La decisione, secondo gli addetti ai lavori, è maturata proprio per evitare di instaurare false aspettative nei contribuenti. Un intervento che, anche secondo lo stesso premier Monti, stabilisce una netta differenza rispetto al passato, quando la politica doveva effettuare promesse impossibili al fine di ingraziarsi gli elettori.

I tecnici del governo sono al lavoro anche per definire l’introduzione di una possibile forma di tassazione al fine di preservare l’ambiente e di una revisione dell’importo delle accise in base al contenuto di carbonio dei prodotti energetici. La discussione è solo allo stato embrionale ma di sicuro ma alla fine occorrerà un tavolo di lavoro tra diversi ministeri ( ambiente, sviluppo economico, ecc.) al fine di addivenire ad una conclusione accettata da tutte le parti.

In ogni caso, a parte le modifiche al fondo strutturale e le ipotesi di nuove “carbon tax”, il disegno di legge delega non comporterà alcun costo aggiuntivo per le casse erariali. Lo prescrive il ddl che stabilisce che i nuovi decreti attuativi non possano comportare costi aggiuntivi e lo ribadisce anche il comunicato stampa del consiglio dei ministri il quale dichiara che la legge delega verrà attuata a parità di gettito e quindi non vi sarà un aumento della pressione fiscale.

 

La pressione fiscale dovrebbe essere diminuita

Proprio il tema della pressione fiscale è stato anche oggetto di discussione visto che più che non aumentarlo bisognerebbe diminuirlo. Tuttavia, in considerazione del fatto che il fondo taglia imposte è stato diminuito, le speranza sono riposte nel nuovo meccanismo di monitoraggio e controllo dell’evasione fiscale, il quale potrebbe essere la rampa di lancio per varare dei decreti in grado di ridurre le tasse dei contribuenti onesti. Ipotesi che dovranno essere vagliate anche alla luce dell’introduzione del sistema dello “spending review” per i ministeri ed alla luce anche dei tagli da operare alle agevolazioni fiscali concesse dallo Stato a famiglie e imprese.

Tuttavia la riforma fiscale  si poggerà sempre sui dichiarati pilastri della certezza e dell’equità, come più volte ribadito dal presidente del consiglio dei ministri. E proprio al fine di garantire più equità il fisco ha pensato quindi di rivedere le rendite catastali ( necessaria per adeguare il pagamento delle imposte sugli immobili all’effettivo valore di mercato), di introdurre come detto una “carbon tax” che tenga conto delle emissioni nocive e di rivedere le “tax expenditures”, cioè le oltre 720 voci che consentono di fruire di agevolazioni fiscali ad imprese e famiglie, la razionalizzazione del 5 per mille destinato ad enti ed associazioni, la riforma del mercato dei giochi.

 

Abuso del diritto: un nodo difficile da sciogliere

Altro elemento determinante per assicurare certezza ed equità è una definizione più completa dell’abuso del diritto. Il disegno di legge delega punta a superare l’attuale disciplina in materia di elusione dettata dall’art. 37 bis del Dpr 600 del 1973, basata sull’elenco di operazioni che non sono opponibili al fisco.

Innanzitutto l’esecutivo dovrà, attraverso il varo dei decreti attuativi, stabilire quali siano le condotte abusive. Attualmente tale nozione è stata demandata alle sentenze dei tribunali, i quali hanno creato una giurisprudenza abbastanza corposa ma che non manca di ingenerare numerosi dubbi tra contribuenti ed imprese.

In futuro l’abuso di diritto sarà definito in base alle situazioni in cui si rileva l’utilizzo distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio di imposta, anche se la condotta non è in contrasto con alcuna disposizione legislativa. Pertanto, qualora il contribuente abbia a disposizione diverse scelte per raggiungere un obiettivo, si potrà configurare abuso di diritto qualora lo scopo di ottenere indebiti vantaggi sia la causa prevalente dell’operazione. Non si avrà abuso invece qualora la condotta se l’operazione è giustificata da ragioni extra contabili non marginali. In questo senso sono ritenersi ragioni extra contabili non marginali anche quelle che non producono una redditività immediata ma rispondono a nuove organizzazioni aziendali o ad un miglioramento funzionale dell’azienda.

Viene stabilito che qualora venga accerta la natura dell’abuso di diritto il legislatore potrà disconoscere il risparmio di imposta ma non potrà infliggere sanzioni penali al contribuente. In ogni caso spetta all’amministrazione riconoscere il disegno abusivo e l’alterazione degli strumenti giuridici. Spetterà invece al contribuente l’onere di provare le ragioni che hanno giustificato una determinata condotta rispetto ad un’altra.

Inoltre è allo studio anche una nuova forma di tassazione per gli imprenditori. L’ IRI permetterà all’imprenditore di scindere il reddito prodotto dall’azienda da quello personale. L’obbligo non sarà automatico e verrà consentito anche ai contribuenti beneficiari di regimi agevolati ( minimi e agevolati) di poter optare per la nuova forma di tassazione.

 

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