Riforma ammortizzatori sociali, a che punto siamo?

Il governo accelera sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Al centro dell’attenzione la Cig, ma non solo.

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La riforma sugli ammortizzatori sociali comincia a prendere corpo, ma mancano i soldi. Come sempre, ai buoni propositi seguono in concreto le disponibilità economiche da reperire ogni volta con la legge di Bilancio.

Secondo le indiscrezioni, per mettere a punto la riforma degli ammortizzatori sociali servono circa 6 miliardi di euro. Soldi che in parte arriveranno dalla sospensione del cashback dal 1 luglio (circa 1,5 miliardi di euro). Ne mancano altri 4,5 che non si sa bene dove andare a trovare.

La riforma degli ammortizzatori sociali

Ma in cosa consiste esattamente la riforma degli ammortizzatori sociali? Come noto, il nostro ordinamento previdenziale è costellato da tutta una serie di interventi a sostegno del reddito che è diventato di difficile gestione.

Durante la pandemia, la cassa integrazione (Cig) è stata la misura più trattata. Sono però emerse molte difficoltà di gestione e ritardi da parte dell’Inps a causa di una miriade di adempimenti richiesti che stanno alla base della richiesta.

Fra Cig ordinaria, straordinaria, in deroga, covid, e bonus di vario genere come l’ISCRO, si è generata molta confusione sulle modalità di fruizione. Aziende, commercialisti, consulenti, nonché gli stessi lavoratori, chiedono così semplificazione e maggiori automatismi.

Non solo Cig da rivedere

Sul piatto, però, non c’è solo la Cig da riformare e semplificare, ma anche la Naspi, la Dis-Coll, il Reddito di emergenza e quello di cittadinanza. L’obiettivo del governo è quello di approvare entro fine luglio la proposta di riforma degli ammortizzatori sociali all’insegna del principio del cosiddetto “universalismo differenziato”. Cioè interventi uguali per tutti, ma con distinzioni di durata e meccanismi di finanziamento in base al settore produttivo di appartenenza.

Inizialmente le risorse pubbliche saranno destinare soprattutto a finanziare la Naspi e Dis-Coll, cioè gli istituti che intervengono a sostegno del reddito quando si perde il lavoro.

Mentre la Cig diventerà una misura più assicurativa e meno assistenziale. In pratica sarà subordinata all’obbligo per il lavoratore di partecipare a corsi di formazione e riqualificazione professionale.

Scopo principale della riforma degli ammortizzatori sociali sarà quindi quello di allargare la platea dei beneficiari estendendo gli interventi anche alle piccole e piccolissime imprese. Proprio per assicurare a tutti i lavoratori una adeguata protezione sociale.

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