Rifiuto fattura elettronica verso la PA: in partenza le nuove regole

Il MEF ha previsto, da oggi, nuovi e specifici casi in cui la PA (Pubblica amministrazione) può rifiutare le fatture elettroniche

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Il MEF ha previsto, da oggi, nuovi e specifici casi in cui la PA (Pubblica amministrazione) può rifiutare le fatture elettroniche

Da oggi, 6 novembre 2020, entrano in vigore i casi in cui le pubbliche amministrazioni possono rifiutare le fatture elettroniche ricevute.

Si tratta delle casistiche espressamente sono elencate nel decreto MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) n. 132 del 24 agosto 2020 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.262 del 22 ottobre 2020., con cui il legislatore ha modificato il regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alla PA (Pubblica Amministrazione).

Il rifiuto della fattura elettronica alla PA: ecco i casi previsti

In dettaglio, con entrata in vigore dal 6 novembre 2020, è stabilito che la PA può rifiutare le fatture elettroniche solo in questi casi (salvo che è possibile la correzione con note di variazione):

  • fattura elettronica riferita ad una operazione che non è stata fatta verso quella pubblica amministrazione
  • omessa o errata indicazione in fattura del Codice identificativo di Gara (CIG) o del Codice unico di Progetto (CUP), salvo i casi in cui questi codici non vanno indicati
  • omessa o errata indicazione in fattura del codice di repertorio
  • omessa o errata indicazione in fattura del codice di Autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) e del corrispondente quantitativo
  • omessa o errata indicazione in fattura del numero e data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali.

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