Rientro capitali dall’estero, ecco il piano dell’Agenzia delle entrate

Con il piano ad hoc al vaglio della commissione istituita presso il Ministero della giustizia, l'obiettivo è recuperare 200 miliardi di euro con cui allentare la morsa della pressione fiscale

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il

La lotta all’evasione si rafforza con il piano di rientro in Italia dei capitali all’estero che sta mettendo a punto l’Agenzia delle entrate.

Rientro capitali in Italia: le intenzioni del Governo

Prima il Pm Francesco Greco, a capo dell’apposita commissione istituita presso il Ministero della giustizia e poi il premier Enrico Letta hanno ribadito l’intenzione di dar vita ad un sistema per il rientro dei capitali in Italia.

Piano rientro capitali in Italia

Il piano per il rientro dei capitali in Italia dovrà essere senza sanatorie rispetto a quelli realizzati negli anni trascorsi. Obiettivo è far rientrare nelle casse erariali 200 miliardi di euro, una cifra non da poco che attrae molto il premier Letta, anche in considerazione della pesante pressione fiscale degli ultimi tempi.

Obiettivo: recuperare 200 miliardi di euro

Anche solo il ritorno in patria della metà dei 200 miliardi di euro stimati, farebbe incassare fino a 20 miliardi, permettendo così di allentare  il peso della tasse da un parte e trovare risorse per lo sviluppo dall’altra.

Piano rientro soldi Italia: come si articola

Il piano per il rientro in Italia dei capitali detenuti all’estero si articolerebbe in due progetti:

  • la creazione di una struttura ad hoc, il cosiddetto Ucifi, l’Ufficio per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali
  • un intervento sulle sanzioni tributarie per chi fa rientrare i capitali tenuti all’estero in Italia.

 Autodenuncia: sconto sulle sanzioni

Già oggi, si ricorda, è possibile l’autodenuncia per il rientro dei soldi tenuti all’estero, la cosiddetta “voluntary disclosure”. In sostanza il contribuente si rivolge, prima di ricevere accessi, ispezioni o verifiche all’Ucifi, e anche in forma anonima dichiara tutte le attività e i redditi detenuti all’estero evadendo il Fisco italico. Spetta poi all’Agenzia delle entrate calcolare imposte evase e sanzioni, guardando al reddito prodotto. In merito alle sanzioni , le entrate possono decidere di applicare il principio di proporzionalità  e ottenere la riduzione alla metà del minimo, ai sensi dell’articolo 7, comma 4 del decreto legislativo n 472 del 1997.

 

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