Ricorso Agenzia delle Entrate e Equitalia: istruzioni su come agire

L'Agenzia delle Entrate detta le istruzioni per la corretta gestione delle controversie che riguardano provvedimenti di Equitalia relativi a tributi amministrati dalle Entrate

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
L'Agenzia delle Entrate detta le istruzioni per la corretta gestione delle controversie che riguardano provvedimenti di Equitalia relativi a tributi amministrati dalle Entrate

Con la circolare n. 12 E dello scorso 12 aprile, l’Agenzia delle Entrate fornisce una serie di chiarimenti in merito alle controversie riguardanti gli atti della riscossione relativi a entrate da essa stessa amministrate, come cartelle di pagamento, iscrizione di ipoteca, fermo di beni mobili registrati. Una circolare questa che è stata preventivamente condivisa da Equitalia spa.

 

Contenzioso Agenzia delle Entrate e Equitalia

Innanzitutto, si precisa che il debitore che intenda impugnare dinanzi al giudice tributario un atto della riscossione deve ricorrere contro l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, in caso voglia contestare dei vizi dell’attività della stessa, mentre ricorre contro l’Agente della riscossione, vale a dire Equitalia, se voglia contestare vizi dell’attività svolta successivamente alla consegna del ruolo. Contro Equitalia si ricorre allora in merito a contenziosi riguardanti vizi relativi alla formazione della cartella, come ad esempio errori di individuazione del contribuente, vizi di notifica, mancanza della sottoscrizione o del responsabile del procedimento di emissione o di notificazione della cartella di pagamento. Allo stesso modo, l’Agenzia precisa anche che quando oggetto del ricorso siano atti diversi dalla cartella di pagamento, come ad esempio l’iscrizione di ipoteca o il fermo di beni mobili registrati, ecc, se non si contesta la mancata notifica o la legittimità della pretesa tributaria, il ricorso di presenta contro l’Agente della riscossione.

 

La condotta in giudizio di Entrate ed Equitalia

Nella circolare dello scorso 12 aprile, l’Agenzia precisa anche le condotte da tenere in riferimento alle singole controversie. In particolare si prevede che in ogni stato e grado del giudizio l’Ufficio delle Entrate e l’Agente della riscossione curano ciascuno esclusivamente le questioni di propria competenza, assicurando di conseguenza, nelle controversie in cui si fa questione di vizi riferibili alla propria attività, l’espletamento delle difese e degli adempimenti necessari. 

 

Impugnazione sentenza

In riferimento all’impugnazione della sentenza, si precisa che questa deve essere proposta nei confronti di tutte le parti del giudizio.

 

Chiamata in causa esclusivamente dell’Agenzia delle Entrate

Se il debitore propone ricorso solo contro l’Ufficio delle Entrate, per questioni riguardanti solo la legittimità di atti dell’Agente della riscossione, è necessario che lo stesso Ufficio eccepisca il difetto di legittimazione passiva. Ciononostante, si ritiene comunque necessario che l’Ufficio chiami in causa l’Agente della riscossione in applicazione.

 

Ricorso Equitalia: l’istanza di chiamata in causa

L’istanza per la chiamata in causa dell’Agente della riscossione va fatta nelle controdeduzioni dell’Ufficio, da depositare presso la Commissione tributaria entro il termine di 60 giorni. Una volta ottenuta l’autorizzazione del Giudice, va predisposto l’atto di chiamata in causa, nel quale, dopo aver illustrato le precedenti vicende processuali, l’Ufficio riproduce integralmente il contenuto del ricorso introduttivo del contribuente, delle proprie controdeduzioni, di eventuali altri atti processuali e dell’autorizzazione del Giudice. Esso va notificato dall’Ufficio all’Agente della riscossione nel termine stabilito e successivamente depositato in Commissione, unitamente alla documentazione comprovante la notifica dell’atto di chiamata in causa e a una copia dello stesso per il contribuente. Se poi i motivi di ricorso riguardano anche l’attività dell’Ufficio, questo deve chiamare in causa l’Agente della riscossione, provvedendo in ogni caso a controdedurre, nell’atto di costituzione in giudizio, in merito alle questioni riguardanti il proprio operato.

In ogni caso l’Agenzia sottolinea come, prima ancora del deposito delle controdeduzioni, sia comunque opportuno inviare informalmente all’Agente della riscossione copia del ricorso presentato dal contribuente, affinché lo stesso possa valutare l’opportunità, o meno, di intervenire volontariamente.

 

Equitalia non si costituisce in giudizio

Qualora l’Agente della riscossione, nonostante la chiamata in causa, non si sia costituito in giudizio, l’Ufficio provvede a trasmettergli l’eventuale sentenza favorevole al contribuente per motivi addebitabili all’Agente stesso, almeno 3 mesi prima della scadenza del termine lungo di impugnazione ovvero almeno 30 giorni prima della scadenza del termine breve. Resta impregiudicata la necessità che l’Ufficio provveda ad impugnare autonomamente la stessa sentenza qualora questa presenti determinati vizi ascrivibili anche alla propria attività.

 

Invio informale della sentenza

L’invio informale della sentenza all’Agente può avvenire tramite posta elettronica o altro mezzo, a condizione che venga assicurato il tempestivo e sicuro ricevimento da parte dell’Agente della riscossione, in base alle intese raggiunte a livello locale.

 

 

 

 

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Argomenti: Agenzia delle Entrate