Ricollocazione anticipata cassa integrati prima del licenziamento: nuove regole

Il lavoratore in cassa integrazione non dovrà più aspettare il licenziamento per trovare un nuovo lavoro: cosa cambia con la ricollocazione anticipata e quali sono i vantaggi.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il lavoratore in cassa integrazione non dovrà più aspettare il licenziamento per trovare un nuovo lavoro: cosa cambia con la ricollocazione anticipata e quali sono i vantaggi.

Cambiano le regole per i lavoratori cassa integrati: questi ultimi, sfruttando la ricollocazione anticipata, non dovranno più attendere il licenziamento per cercare nuovo lavoro. E’ quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018: formazione e ricollocazione del lavoratore cassa integrato durante il periodo di sospensione dell’attività lavorativa (in altre parole prima del licenziamento). Un percorso che ha una durata di sei mesi con possibilità di una proroga di uguale durata, per un totale di 12 mesi dunque (in alcuni casi inoltre il percorso di formazione può durare per tutti i 24 mesi della Cigs). I lavoratori cassaintegrati che accettano la ricollocazione, inoltre, avranno diritto al riconoscimento del 50% della Cigs residua. E’ inoltre previsto l’incentivo all’esodo esentasse fino a 9 mesi.

Ricollocazione cassa integrati: i vantaggi per l’azienda

Dalla premessa di cui sopra appare evidente quelli che sono i potenziali vantaggi per il lavoratore che cambia lavoro. Ma il pacchetto prevede anche un bonus contributivo per le aziende che assumono: lo sconto del 50% sui contributi per i primi 18 mesi di contratto se assunti a tutele crescenti (o 12 mesi per contratti a termine) fino ad un tetto massimo di 4.030 euro l’anno. In altre parole l’azienda pagherà metà dei contributi per un anno, un anno e mezzo.

Tassa sul licenziamento: chi e quanto si paga

Come viene finanziata la ricollocazione anticipata? A pagare sono le aziende che licenziano. A queste, infatti, sarà addebitato il ticket licenziamento raddoppiato: il tetto massimo sale quindi da 1500 a 3000 euro a lavoratore cessato.
Ma che succede invece se il lavoratore cassaintegrato non viene ricollocato? Il lavoratore avrà diritto alla Naspi, ossia all’indennità di disoccupazione fino a 24 mesi.

Naspi e cassa integrazione: le richieste dei sindacati

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Argomenti: Ammortizzatori sociali, Cassa integrazione