Revisione negli enti locali, in alcuni casi i compensi troppo bassi

Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti raccomanda di non accettare incarichi di revisore negli enti locali che prevedano compensi troppo bassi.

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Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti raccomanda di non accettare incarichi di revisore negli enti locali che prevedano compensi troppo bassi.

Gli incarichi di revisore negli enti locali spesso prevedono compensi decisamente inadeguati in relazione al numero e alla complessità degli adempimenti o comunque iniqui alla luce dei parametri indicati dal “DM compensi”. È fondamentale valutare con estrema attenzione l’opportunità di accettare tali incarichi.
È la raccomandazione rivolta dal Consiglio nazionale dei commercialisti ai propri iscritti. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Revisione negli enti locali, segnalare al Consiglio nazionale le offerte di compensi troppo bassi

Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti raccomanda di non accettare incarichi di revisore negli enti locali che prevedano compensi troppo bassi. Tali pratiche sono “lesive del decoro del professionista”. Non solo, secondo quanto si legge su “Press-magazine.it” (la testata ufficiale del consiglio dei dottori commercialisti ed esperti contabili), tutti i professionisti sono invitati anche a segnalare al Consiglio nazionale, per il tramite degli Ordini territoriali di appartenenza, le offerte di compensi al di sotto del minimo consentito.
Secondo quanto affermato da Davide Di Russa, negli anni scorsi sono “aumentati i limiti massimi al compenso, ma si tratta di un risultato che rischia di essere vanificato se si propongono al revisore compensi tanto esigui da compromettere obiettivamente il regolare svolgimento della funzione”. Una soglia minima – precisa Di Russo – si deve ricavare implicitamente dal sistema e coincide con il tetto massimo previsto dal “DM compensi” per la soglia dimensionale inferiore”.

Sebbene il principio dell’equo compenso sia stato sancito anche nei rapporti con la pubblica amministrazione, spiega Di Russo, questo non ha impedito il frequente verificarsi di situazioni paradossali nelle quali l’ente locale fissa un compenso manifestamente e arbitrariamente irrisorio.

 

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