Rettifica dichiarazioni dei redditi: gli indizi gravi

Sotto controllo anche la quantità di biancheria che acquistate

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Sotto controllo anche la quantità di biancheria che acquistate

La responsabilità di quanto dichiarato nel Modello Unico o nella dichiarazione dei redditi è del contribuente. Resta ferma la possibilità per l’Agenzia delle Entrate, la possibilità di effettuare dei controlli, in presenza di gravi indizi, qualora le entrate risultino palesemente contraddittorie rispetto ai consumi. Spesso l’accertamento induttivo si basa sulla contabilità in nero ma tra gli “indizi” considerati gravi, precisi e concordanti (come prescritto dall’articolo 39, comma 1, lettera d) del Dpr 600/1973) la Corte di Cassazione ha fatto rientrare acquisti apparentemente insospettabili.

 

LENZUOLA E TOVAGLIOLI POSSONO INDIZI DI ATTIVITA’ DI IMPRESA

L’intervento più recente della Corte Suprema in questo senso, e a chiarimento del fatto che ai fini della prova non è rilevante la tipologia di oggetto ma la quantità acquistata e sproporzionata rispetto all’uso medio quotidiano dello stesso, è quello dell’ ordinanza 30402 del 30 dicembre 2011. Nella sentenza si legge che è legittimo l’accertamento induttivo dell’Amministrazione finanziaria basato sul numero di lenzuola acquistate da un affittacamere. In primo grado i giudici avevano dato ragione al contribuente ma in sede di appello la sentenza era stata di avviso opposto, giustificando la richiesta di rettifica dell’ente impositore, nello specifico la Commissione tributaria regionale. La Suprema Corte ha ritenuto che la quantità di biancheria intima acquistata fosse sufficiente a dimostrare l’esistenza di un’attività da affittacamere ben avviata e fosse in contrasto con i redditi irrisori dichiarati dalla controparte.

La sentenza de qua conferma un orientamento giurisprudenziale già emerso in altre pronunce precedenti e in casi analoghi. In questo caso sono state le lenzuola acquistate, in altri le bare esposte nell’agenzia di pompe funebri (sentenza 243/02/11 del 4 novembre 2011 della Commissione tributaria provinciale di Ravenna), i tovaglioli portati in lavanderia dal ristoratore(sentenze 18475/2009, 8643/2007 e 9884/2002), le bottiglie di acqua minerale ordinate dal gestore di un locale e infine il consumo di farina (sentenza 15580 del luglio 2011).

 

 

 
 

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Argomenti: Redditi e Dichiarazioni, Tasse e Tributi