Res tributo comunale sui rifiuti e i servizi debutta nel 2013

Il tributo, anche detto Res, accorpa la componente rifiuti e quella sui servizi comunali indivisibili, ricadendo sul possessore, detentore o occupante a qualsiasi titolo il locale o l’area interessata.

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il tributo, anche detto Res, accorpa la componente rifiuti e quella sui servizi comunali indivisibili, ricadendo sul possessore, detentore o occupante a qualsiasi titolo il locale o l’area interessata.

Imu, scudo fiscale, imposta di bollo sulle comunicazioni di tutti i prodotti finanziari, limiti al pagamento in contante, ma anche tributo comunale sui rifiuti e i servizi Res e nuove addizionali Irpef, aumento aliquote Iva, imposta su attività finanziarie all’estero, tassa sui beni di lusso e cuneo fiscale Irap. Sono tante le novità e le rivisitazioni di imposte già previste nel nostro sistema tributario e fiscale, che prevede la manovra salva Italia, il dl 6 dicembre 2011, n. 201 convertito in legge 22 dicembre 2011. Tra le new entry, oltre appunto all’Imu, che più che una novità è una rivisitazione dell’imposta sugli immobili, ossia la vecchia versione dell’ Ici, la manovra salva Italia ha introdotto, un nuovo tributo comunale sui rifiuti e servizi, conosciuto con la sigla di Res o Tres,  che accorpa in sé la componente servizi indivisibili comunali e quella sui rifiuti. Fissato al prossimo anno, il 2013, il debutto ufficiale. Ma alcuni elementi costitutivi sono stati già svelati con la manovra salva Italia, il dl 201/11 convertito in legge 214 del 2011. Vediamo più da vicino quali sono.

 

TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E I SERVIZI MANDA IN ARCHIVIO LA TARSU

Innanzitutto il nuovo tributo, comprenderà sia la quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, sia la quota servizi per la sicurezza, illuminazione e la gestione delle strade, insomma tutti quei servizi indivisibili comunali. E’ l’art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, che in particolare ha previsto l’ abrogazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2013 della Tarsu (D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507), della Tia, la tariffa di Igiene ambientale (D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22), nonché della tariffa Integrata (D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152). Ciò significa che per tutto il 2012 continueranno ad essere applicati questi tributi comunali, e solo dal 2013, debutterà il nuovo tributo unico sui rifiuti e i servizi, la Res.

 

PRESUPPOSTO DI LEGGE

Il possesso, l’occupazione e la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti solidi urbani, a prescindere dall’uso a cui sono adibiti, è il presupposto fondamentale per l’applicazione dell’imposta in questione. Per ciò che concerne proprio la superficie assoggettabile al tributo, le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la superficie utile ai fini dell’imposizione della Res, deve essere  pari all’80% della superficie catastale. Per gli immobili già denunciati, sono i Comuni che modificano d’ufficio le superfici, quando queste risultano inferiori alla percentuale di cui sopra, verifica da effettuarsi mediante un incrocio dei dati in possesso dei comuni con quelli dell’Agenzia del Territorio. Se poi mancano alcuni elementi e dati necessari per determinare la superficie catastale, sono gli intestatari catastali che devono presentare, a precisa istanza del Comune, direttamente  all’Agenzia del Territorio, la planimetria catastale dell’immobile. Le aree le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni, nonché le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 c.c. che non sono detenute o occupate in via esclusiva, si escludono in toto dalla tassazione-

RES O TRES: SOGGETTI COINVOLTI NEL PAGAMENTO 

Per ciò che riguarda i soggetti coinvolti nell’applicazione del nuovo tributo, abbiamo da una parte i comuni, individuati come i soggetti attivi e dall’altra, in qualità di soggetti passivi,  tutti coloro che non solo posseggono, ma anche detengano o occupino, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, a qualunque uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti. Per quei soggetti che utilizzano temporaneamente il locali interessato dalla nuova tassazione, ossia un utilizzo non superiore a 6 mesi nell’anno solare, il tributo è dovuto solo da chi possiede il locale o l’area a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie. Nell’ipotesi invece di locali in multiproprietà o nel caso di centri commerciali integrati, colui che gestisce i servizi comuni è responsabile anche del versamento del tributo, dovuto per i locali e le aree scoperte di uso comune e dei singoli locali e aree scoperte a uso esclusivo dei singoli occupanti o detentori. 

In riferimento al soggetto attivo, ossia il comune, questi deve procedere alla nomina di un responsabile dell’ufficio che avrà l’onere di disbrigare tutte le questioni in merito alla riscossione del tributo, con la facoltà di avanzare richieste di dati e notizie utili al contribuente interessato che deve rispondere, pena una sanzione amministrativa pecuniaria variabile tra le 100 e le 500 euro, nel caso in cui nulla dice o nel caso in cui risponde in modo incompleto o infedele entro 60 giorni dalla notifica.

 

TARIFFA RES: QUANTO SI PUO’ ARRIVARE A PAGARE

Il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi indivisibili, si corrisponderà sulla base di una tariffa commisurata ad anno solare, il cui calcolo terrà conto delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, sarà rapportato agli usi e alla tipologia di attività.

Nella tariffa del nuovo tributo sia avrà una componente fissa, (in relazione al costo del servizio di gestione dei rifiuti) e una invece variabile, ( in relazione al costo del servizio comunale fornito e all’entità dei costi di gestione). Proprio per la copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni, alla componente fissa per il servizio relativo ai rifiuti, gli stessi comuni possono applicare una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, incrementabile fino a 0,40 euro, anche graduata in ragione della tipologia dell’immobile e della zona ove è ubicato lo stesso.

MODALITA’ DI PAGAMENTO

In relazione ai termini della presentazione della dichiarazione e al versamento, sono gli stessi comuni che hanno il compito di stabilire queste modalità, avendo come riferimento la data di inizio del possesso, occupazione o detenzione. Il pagamento andrà fatto con apposito bollettino di conto corrente postale o con il modello di pagamento unificato, rateizzato in 4 rate con scadenza a gennaio, aprile, luglio e ottobre, o anche in un’unica soluzione entro giugno di ogni anno. 

 

DA QUANDO PARTE LA NUOVA TASSA 

Si attende comunque l’emanazione, fissata per il prossimo 30 ottobre 2012, che stabilirà i criteri per l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e per la determinazione della tariffa.

 

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Argomenti: Tasse e Tributi