Il requisito AIRE per il superbonus 110% per i residenti all’estero: cos’è e come iscriversi

Anche i residenti all’estero iscritti all’AIRE, a quanto pare potranno godere del superbonus 110% per lavori fatti sugli immobili posseduti in Italia

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Anche i residenti all’estero iscritti all’AIRE, a quanto pare potranno godere del superbonus 110% per lavori fatti sugli immobili posseduti in Italia

Se sei un cittadino italiano residente all’estero iscritto all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) e possiedi immobili in Italia su cui vuoi realizzare interventi che danno diritto al superbonus del 110% potrai fruire del beneficio ma solo nella forma della cessione del credito o dello sconto diretto in fattura.

Anche se si attende la conferma ufficiale di quanto appena detto, lo ha annunciato il sottosegretario al MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) Alessio Mattia Villarosa durante le interrogazioni parlamentari del 28 luglio 2020 alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Ricordiamo che il superbonus del 110% introdotto dal decreto Rilancio, si sostanzia in una detrazione fiscale nella predetta misura da poter godere in 5 quote annuali di pari importo per spese fatte dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di interventi:

  • di isolamento termico di edifici;
  • di sostituzione di impianti di climatizzazione invernali;
  • di interventi antisismici.

Se poi fatti congiuntamente ad uno o più dei suddetti lavori (c.d. trainanti), rientrano nel superbonus anche: gli interventi di riqualificazione energetica (c.d. ecobonus, come ad esempio la sostituzione degli infissi); gli interventi di installazione di colonnine di ricarica elettrica negli edifici; l’installazione di impianti solari fotovoltaici.

In luogo della detrazione fiscale è data possibilità di optare (con il consenso dell’impresa esecutrice dei lavori) per la cessione del credito oppure per lo sconto diretto in fattura.

Ora poiché l’italiano residente all’estero iscritto all’AIRE non fa dichiarazione dei redditi in Italia, potrebbe vedersi preclusa la possibilità della detrazione fiscale per i lavori fatti sull’immobile di proprietà in Italia. Ecco, il motivo per cui il sottosegretario ha aperto alla sola possibilità di cessione del credito o dello sconto.

L’AIRE: cos’è e perché iscriversi

L’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono fuori dal nostro Paese per un periodo superiore ai 12 mesi (è gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero).

Vi si possono, dunque, iscrivere i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi e quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Perché iscriversi all’AIRE?

L’iscrizione all’AIRE rappresenta il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti civili e fiscali, quali per esempio:

  • la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.;
  • la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
  • la possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra U.E.; per i dettagli consultate la sezione Autoveicoli – Patente di guida). l’Iban del conto corrente su cui accreditare la somma (l’Iban deve necessariamente essere intestato o cointestato al soggetto che richiede il contributo);
  • la possibilità di avere uno sconto/agevolazione sulla vecchia IMU per gli immobili posseduti in Italia.

Come iscriversi all’AIRE

L’iscrizione all’AIRE è gratuita ed è effettuata a seguito di dichiarazione resa dall’interessato all’Ufficio consolare competente per territorio. La richiesta va fatta entro 90 giorni dal trasferimento della residenza e comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) del Comune di provenienza. Il tutto va fatto:

  • attraverso il portale Fast.it;
  • oppure compilando l’apposito modulo di richiesta (reperibile nei siti web degli Uffici consolari) a cui allegare documentazione che provi l’effettiva residenza nella circoscrizione consolare e una copia del documento d’identità del richiedente.

L’interessato dopo aver ottenuto l’iscrizione deve anche tempestivamente comunicare all’ufficio consolare anche eventuali variazioni (ad esempio il trasferimento della propria residenza o abitazione; le modifiche dello stato civile; il rientro definitivo in Italia; la perdita della cittadinanza italiana).

In merito poi alla cancellazione, questa potrà avvenire per iscrizione nell’Anagrafe della  popolazione Residente (A.P.R.) di un Comune italiano a seguito di trasferimento dall’estero o rimpatrio; per morte, compresa la morte presunta giudizialmente dichiarata; per irreperibilità presunta, salvo prova contraria, trascorsi cento anni dalla nascita o dopo la effettuazione di due successive rilevazioni, oppure quando risulti non più valido l’indirizzo all’estero comunicato in precedenza e non sia possibile acquisire quello nuovo; per perdita della cittadinanza italiana.

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