Relazione choc: le Tasse sono aumentate del 50% negli ultimi 20 anni, come stanno davvero le cose?

Le entrate tributarie sono aumentate del 47,4% in un ventennio. Attenzione, questo dato deve essere confrontato con la crescita economica del Paese.

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Le entrate tributarie sono aumentate del 47,4% in un ventennio. Attenzione, questo dato deve essere confrontato con la crescita economica del Paese.

Negli ultimi 20 anni, in Italia, la pressione fiscale è cresciuta di quasi il 50%. In particolare, in questo arco temporale, le entrate tributarie sono aumentate di 166 miliardi di euro. Questo è quanto emerge da una ricerca condotta dal centro studi della CGIA di Mestre sull’aumento del prelievo fiscale nel nostro Paese.

Nel 2000 l’erario e gli enti locali avevano incassato 350,5 miliardi di euro, mentre nel 2019 il gettito, a prezzi correnti, è salito a 516,5 miliardi, di questi:

  • le tasse locali sono aumentate del 37,1 per cento;
  • quelle incassate dall’amministrazione centrale sono cresciute del 49,3 per cento.

In termini assoluti, dalle Regioni e dagli enti locali abbiamo subito un aggravio fiscale di 20,3 miliardi, mentre il peso del fisco nazionale è salito di 145,7 miliardi.

Aumentano le tasse ma non migliorano i servizi

Il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo, lancia la stoccata alla politica italiana degli ultimi 20 anni: “Qualcuno può affermare con che grazie a 166 miliardi di tasse in più versati in questi ultimi 20 anni la macchina pubblica è migliorata? In altre parole, la giustizia, la sicurezza, i trasporti, in particolar modo quelli a livello locale, le infrastrutture, la sanità e l’istruzione sono oggi più efficienti di allora? Oppure, famiglie e imprese sono state obbligate a pagare di più e hanno ricevuto dallo Stato sempre meno? Non abbiamo dubbi.

Tra le due ipotesi ci sentiamo di avvalorare quest’ultima, anche perché questo maxi-prelievo ha impoverito il Paese, provocando, assieme alle crisi maturate in questo ventennio, una crescita dell’Italia pari a zero che nessun altro Paese del resto d’Europa ha registrato”.

Molto duro anche il segretario Renato Mason: “Nell’immaginario collettivo si è diffusa l’idea che in questi ultimi anni Governatori e Sindaci sarebbero diventati, loro malgrado, dei nuovi gabellieri, mentre lo Stato centrale avrebbe alleggerito la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti. In realtà, le cose sono andate diversamente.

Se dal 2000 le imposte locali hanno cominciato a correre, quelle erariali sono esplose, con il risultato che i contribuenti italiani sono stati costretti a pagare sempre di più”.

Ci chiediamo, ma le cose stanno davvero così? Gli italiani stanno pagando quasi il 50% di tasse in più rispetto a 20 anni fa?

Cresce anche il PIL

Negli ultimi 20 anni, come già detto, le entrate tributarie sono aumentate del 47,4%, ma questo dato deve essere confrontato con la crescita economica del paese.

Nello stesso arco temporale, il Pil nazionale è aumentato del 43,9%, poco meno rispetto all’aumento percentuale della pressione fiscale.

Rimane pacifico che l’aumento della tassazione è stato superiore a quello della ricchezza prodotta. Possiamo certamente affermare che oggi gli italiani sono più “poveri” di quanto lo fossero nel 2000.

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