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Regime Forfettario e cause d’esclusione: il governo potrebbe fare marcia indietro?

Piccola diatriba fra i tavoli della maggioranza, relativa alle nuove disposizioni sulle cause di esclusione del regime forfettario per il 2020. Vediamo cosa sta succedendo.

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Piccola diatriba fra i tavoli della maggioranza, relativa alle nuove disposizioni sulle cause di esclusione del regime forfettario per il 2020. Vediamo cosa sta succedendo.

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto meccanismi più stringenti e cause d’esclusione dal regime forfettario.

In particolare, a partire dal 2020, oltre alle cause ostative già presenti negli scorsi anni, la grande novità è rappresentata dall’esclusione da questo regime fiscale, anche per tutti i soggetti che nell’anno precedente abbiano percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati di importo superiore a 30 mila euro, a meno che il rapporto di lavoro dipendente nell’anno precedente sia cessato nello stesso anno.

La norma è valida già dal 2020, e, dunque, il limite dei 30 mila euro deve essere rispettato per i redditi percepiti nel periodo compreso tra il primo gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019. Ma qui sorge un grosso problema.

Molti soggetti, allo stato attuale, non sono in grado di quantificare l’ammontare di reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nel 2019.

Si potrebbe, forse, rivedere la normativa?

Le scelte del governo

Per i motivi sopra esposti, molti soggetti, istituzionali e non, avrebbero mostrato non poco malcontento.

La norma porta con sé questa grossa lacuna, si perché alcuni contribuenti non possono conoscere, a priori, il reddito percepito dal lavoro autonomo e assimilato, almeno non prima della fine di febbraio, quando, generalmente, vengono rilasciate le Certificazioni Uniche.

In questi giorni, si stava per discutere la proposta di una piccola proroga (solo di qualche mese), proprio per permettere a questi contribuenti di conoscere la loro effettiva situazione reddituale, ma a chiudere definitivamente la questione è stata la sottosegretaria all’Economia, Cecilia Guerra.

La Guerra, infatti, ha di recente dichiarato che le nuove disposizioni riguardano, anche, l’anno fiscale 2019, mettendo a tacere, una volta e per tutte, le polemiche e le voci di proroga di questi giorni.

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