Regime forfettario: l’attività chiusa per covid non è da ostacolo

Non risultano elementi ostativi all'applicazione del regime forfettario anche se lo scorso anno il contribuente ha chiuso un'attività commerciale causa covid-19.

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Regime forfettario e contributo a fondo perduto: il calcolo del fatturato

Causa la grave crisi economia che ha colpito il mio settore lo scorso anno, sono stata costretto a chiudere la mia attività. Nello specifico si trattava di una piccola attività di ristorazione. Sto valutando la possibilità di aprire una nuova attività nello stesso settore.

Posso aprire una nuova partita iva e operare in regime forfettario? Per la nuova partita iva potrò richiedere la riduzione contributiva Inps?

Il regime forfettario

I requisiti per accedere al regime forfettario sono individuati al comma 54  comma 54 e ss. della legge 190/2014.

A tal proposito, possono accedere al regime di favore, coloro che:

  • hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro (se si esercitano più attività, contraddistinte da codici Ateco differenti, occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate),
  • hanno sostenuto spese per un importo complessivo non superiore a 20.000 euro lordi per lavoro di terzi, compresi dipendenti e collaboratori.

Solo per il primo anno dell’attività, se si opta per il regime forfettario, si tiene conto dei ricavi potenziali. Quelli appena elencati sono sia requisiti di accesso che requisiti di permanenza.

Regime forfettario: chi è escluso?

Non basta rispettare i suddetti requisiti per poter beneficiare del regime forfetario.

Infatti, è anche necessario non incorrere in una delle seguenti cause di esclusione.

Da qui, non possono accedere al regime forfetario:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato;
  • i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente SRL o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente.

Ulteriori cause di esclusioni

Ulteriori cause di esclusioni operano per:

  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • coloro che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro.

Tale ultima causa di esclusione non si applica nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente nell’anno precedente sia cessato. Sempre che non siano in corso altri rapporti di lavoro/pensione. Attenzione, per individuare il periodo d’imposta di cessazione rileva la fine del periodo di preavviso e non il momento di comunicazione delle dimissioni.

La riduzione contributiva Inps

Ai contribuenti ammessi al regime forfettario sono riconosciute anche delle agevolazioni dal punto di vista contributivo.

Infatti, artigiani e commercianti iscritti all’apposita gestione Inps,  possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35%.

Nello specifico, al comma 77 della già citata Legge nà190/2014 è disposto che:

il reddito forfettario determinato ai sensi dei precedenti commi costituisce base imponibile ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233. Su tale reddito si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35 per cento.

Si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

La riduzione contributiva riguarda sia i contributi dovuti entro il minimale che quelli dovuti oltre il minimale reddituale. Quest’ultimi sono liquidati in dichiarazione dei redditi e sono versati alle stesse scadenze e con le stesse modalità previste per l’Irpef, saldo più acconto.

La riduzione contributiva non si recupera una volta persa:

il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determina l’impossibilità di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove sussistano le condizioni di cui al comma 54 (comma 82, Legge 190/2014).

La risposta al quesito

In base alla ricostruzione fatta finora, nel suo caso specifico, sarà possibile aprire una nuova partita iva anche in regime forfettario. Non risultano elementi ostativi all’applicazione di tale regime. Anche se lo scorso anno ha chiuso un’attività commerciale.

Nel suo caso specifico, sul reddito conseguito applicherà un’imposta sostituiva del 15%.

Non sarà possibile applicare l’imposta al 5% riservata alle nuove attività.

Questo perché, può applicare l’imposta al 5% (comma 65 legge 190/2014 e ss.mm.ii), il contribuente che:

  1. non ha esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività , attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare:
  2. se l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.

Qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore al limite di 65.000 €. Limite di accesso/permenza nel regime a forfait.

Sulla riduzione contributiva Inps, noi di Investire Oggi riteniamo che, trattandosi di una nuova partita iva, non ci sono ostacoli all’applicazione dell’agevolazione.

Su tale ultimo punto, sarebbe necessario uno specifico chiarimento dell’Agenzia delle entrate o dell’istituto di previdenza.

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