Regime dei minimi: risposte a dubbi interpretativi più frequenti

La risposta alle domande più frequenti sul regime dei minimi: dai requisiti alla soglia dei 35 anni di età

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
La risposta alle domande più frequenti sul regime dei minimi: dai requisiti alla soglia dei 35 anni di età

Il nuovo regime dei minimi è indubbiamente uno degli argomenti più seguiti all’interno del panorama tributario. Abbiamo già scritto numerosi articoli che svisceravano l’argomento alla luce anche delle novità normative introdotte. Vediamo oggi di chiarire alcuni punti, che durante un forum tenuto da italiaoggi, sono risultati essere i punti di più difficile comprensione.

 

REGIME DEI MINIMI REQUISITI: TANTI GLI INTERROGATIVI DA APPROFONDIRE

In particolare a tenere banco sono soprattutto le domande in  merito ai requisiti ostativi e quelli che invece bisogna possedere al fine di rientrare nel regime. Le domande in merito sono dovute essenzialmente al fatto che l’amministrazione finanziaria non ha chiarito diversi punti ed anche al fatto che a breve numerosi contribuenti saranno chiamati a fornire le dovute spiegazioni in merito alle scelte fatte.

 

REGIME DEI MINIMI TASSAZIONE AL 5%

Pertanto se alcuni punti in merito al regime super semplificato che garantisce una tassazione di solo il 5 per cento degli utili sono abbastanza chiari, vi sono altri temi che hanno bisogno di un approfondimento.

Tra le questioni più dibattute sicuramente vi è quella in merito alla possibilità di ricadere nel regime dei minimi anche se in passato si è svolta un’attività sia come autonomo che come dipendente ( infatti è previsto che la nuova attività per la quale si usufruisce del regime dei minimi non debba essere una mera prosecuzione di attività precedente). In passato l’amministrazione finanziaria ha dovuto effettuare delle verifiche analoghe per quanto riguarda la fruizione del regime delle nuove attività produttive previsto dalla legge 388 2000. In passato venne espressamente detto che non esiste una soluzione generale che può essere applicata indistintamente per ogni contribuente, ma che occorre valutare caso per caso se sia possibile fruire del regime agevolato. In sostanza, in base alle disposizioni vigenti, occorrerebbe valutare con attenzione tutti i casi in cui si può ricadere in una situazione di elusione fiscale  per cui si sottraggono redditi soggetti a tassazione ordinaria per farli confluire nel regime agevolato che prevede l’imposta sostitutiva al 5 per cento.

A tal proposito un recente provvedimento direttoriali del 22 dicembre 2011 ha anche  esteso la possibilità di fruire del regime agevolato nel caso la nuova attività sia intrapresa da un lavoratore in mobilità o che ha perso il lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà. Tuttavia anche tali tipi di disposizioni generano altri dubbi, visto che vi sono contribuenti che si chiedono se tale regime possa essere esteso anche ai lavoratori per i quali non è stato rinnovato il contratto a tempo determinato o una collaborazione.  Sino ad oggi l’amministrazione finanziaria non ha chiarito tali tipi di dubbi intervenendo solo sulla questione  del praticantato obbligatorio per l’accesso alle professioni ( prevedendo in questo caso l’esclusione dal novero delle attività per cui si ha prosecuzione). Il provvedimento del 22 dicembre inoltre chiarisce anche le modalità per i contribuenti che fruiscono del regime agevolato previsto dalla legge 388 del 2000 che vogliono optare per il regime dei minimi. E’ possibile ma occorre innanzitutto comunicare la fuoriuscita dal regime delle nuove attività produttive.

 

Pertanto al fine di valutare se la nuova attività intrapresa sia mera prosecuzione di attività precedente occorrerà:

  • Osservare le disposizioni previste dall’art. 13 della legge 388 del 2000;
  • Assicurarsi di non ricadere in un caso per cui si possa configurare una ipotesi di elusione;
  • Valutare caso per caso
 

FATTURE DA EMETTERE

Altri subbi sono emersi in merito al rilascio delle fatture che deve riportare la dicitura che il soggetto emittente non è assoggettato al regime ordinario iva ed anche il fatto che non si è assoggettati all’emissione della ritenuta d’acconto. Anche in questo caso non vi è una posizione ufficiale da parte dell’agenzia delle entrate e pertanto nel dubbio pare opportuno inserire la dicitura che l’emittente fattura ricade all’interno dei nuovi regimi agevolati per l’imprenditoria giovanile ed i lavoratori in mobilità, e pertanto non è assoggettato ad effettuare alcuni obblighi.

 

REGIME DEI MINIMI 35 ANNI: I DUBBI INTERPRETATIVI SULLA SOGLIA

Non pochi problemi ha creato anche l’inserimento di un limite anagrafico, pari a 35 anni, in merito alla fruizione del regime agevolato. In questo caso la soglia dei 35 anni è abbastanza chiaro che non rappresenti un requisito fondamentale ma piuttosto un requisito che permette di proseguire più del consentito la permanenza  all’interno del regime dei minimi.  Infatti chi è in possesso dei requisiti previsti, indipendentemente dall’età anagrafica, potrà beneficiare del regime dei minimi per cinque anni d’imposta. Se poi il contribuente ha meno di 35 anni potrà continuare a beneficiare della tassazione agevolata sino al compimento dei previsti 35 anni.

 

PER CONOSCERE COSA PREVEDE IL NUOVO REGIME DEI MINIMI LEGGI ANCHE:

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Regime dei minimi requisiti 2012: novità contribuenti minimi

 

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Argomenti: Regime dei minimi