Regime dei minimi: per i lavoratori in mobilità una marcia in più

Dalle fatture senza ritenuta, all’esclusione dalla possibilità di beneficiare del regime sia per chi lo abbandona volontariamente sia che per chi è stato escluso. Alcune precisazioni importanti contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22.12.2011

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Dalle fatture senza ritenuta, all’esclusione dalla possibilità di beneficiare del regime sia per chi lo abbandona volontariamente sia che per chi è stato escluso. Alcune precisazioni importanti contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22.12.2011

E’ in vigore dal 1° gennaio 2012 il nuovo regime dei minimi, anche detto regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, modificato dalla recente manovra estiva, il dl 98/11 convertito in legge n. 111. La norma di riferimento è l’art. 27 del D.l. 98/2011, che configura un regime tributario vantaggioso, ove si prevede una semplificazione degli adempimenti fiscale e l’introduzione di un’aliquota dell’imposta sostitutiva ridotta al 5 per cento.
Se questo art. 27 rinviava ad uno o più provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, per delineare al meglio il quadro normativo applicabile in riferimento al nuovo regime dei minimi, lo scorso 22 dicembre, la stessa Agenzia è intervenuta con il provvedimento direttoriale n. 185820, con cui sono state dettate proprio alcune istruzioni e alcuni chiarimenti in merito al nuovo regime dei minimi.

 

REGIME DEI MINIMI VANTAGGI: RIDUZIONE ADDIZIONALI E IMPOSTA SOSTITUTIVA IRPEF 

Passando ad analizzare gli aspetti di vantaggio derivanti dal nuovo regime dei minimi, si segnala la riduzione dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, con la misura fissa ora al 5%.
Il provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle entrate, specifica che i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime di vantaggio in questione, non sono soggetti a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. Così i contribuenti interessati devono rilasciare una dichiarazione dalla quale risulta che il reddito in questione è soggetto ad imposta sostitutiva. Altri vantaggi derivano dalla semplificazione degli adempimenti tributari previsti. Questi sono non solo gli adempimenti individuati all’art. 7 del Decreto Ministeriale del 2 gennaio 2008, ossia la numerazione e conservazione delle fatture e la certificazione dei corrispettivi, ma anche l’onere di manifestare in via preventiva la volontà di effettuare acquisti intracomunitari, e quindi si prevede l’inserimento nell’archivio VIES,  l’esonero dall’obbligo di effettuare lo speso metro e infine  l’esonero dall’obbligo di comunicare le operazioni con Paesi inseriti nelle cosiddette black-list.

 

REGIME DEI MINIMI REQUISITI PER ACCESSO

Innanzitutto si specifica che possono accedere al nuovo regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, specifici soggetti, individuati nelle persone fisiche che intraprendono un’attività d’impresa o di lavoro autonomo dal 1° gennaio 2012 o che l’hanno intrapresa successivamente al 31.12.2007. Ma non solo. Altri requisiti riguardano: non aver esercitato, nei 3 anni che precedono l’inizio attività, un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare, e l’attività non deve essere il proseguimento di un’altra, svolta prima come dipendente o autonomo (tranne per il periodo di tirocinio obbligatorio). In merito a quest’ultima condizione, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, ha specificato che, essa non è richiesta per poter beneficiare del regime in esame, nell’ipotesi in cui il contribuente dimostri di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà. Ulteriori precisazioni vengono fatte in questo provvedimento, specificando che è possibile proseguire un’attività d’impresa svolta prima da un altro soggetto purché l’ammontare dei ricavi realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello interessato dal regime dei minimi, non sia superiore a 30mila euro.

 

RINUNCIA REGIME DEI MINIMI: COME PASSARE AL REGIME ORDINARIO

I contribuenti che sono in possesso dei requisiti per accedere al nuovo regime agevolato, possono comunque scegliere anche di rinunciarvi e  optare in alternativa per il regime ordinario. Opzione questa che ha validità di tre anni e, decorso il periodo minimo, per ciascun anno successivo fino alla revoca. Necessaria risulta poi la comunicazione all’Agenzia delle entrate, nella prima dichiarazione annuale IVA successiva alla scelta effettuata. Ma come effettuare questa scelta?

Risponde a questo interrogativo, la stessa Agenzia con una circolare del 21 dicembre 2007, che specifica che l’opzione può avvenire tramite una condotta concludente. Con il recente provvedimento direttoriale del 22 dicembre scorso, la stessa Agenzia ha specificato che i contribuenti che esercitano l’opzione,  determinano il reddito d’impresa o di lavoro autonomo secondo le modalità ordinarie previste dal Testo unico delle imposte sui redditi,  avvalendosi dei regimi contabili ordinario o semplificato. Come conseguenza del diritto di opzione, i contribuenti devono porre in essere inoltre tutti gli adempimenti contabili ed extracontabili dai quali erano precedentemente esonerati.

 

REGIME EX MINIMI

Altra scelta che però possono fare gli stessi contribuenti interessati dal nuovo regime dei minimi, è verso il regime semplificato degli ex minimi, disciplinato dall’art. 27 comma 3 del D.l. 98/2011. In questo caso l’opzione viene comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

 

DURATA NUOVO REGIME DEI MINIMI

Il nuovo regime dei minimi, così come introdotto dalla manovra di luglio 2011, si applica per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro anni successivi. Cinque anni in totale allora.  Il provvedimento del 22.12.2011 specifica che per esercizio di attività e per inizio di una nuova attività produttiva, si debba intendere lo svolgimento effettivo e l’inizio effettivo della stessa attività, e non la sola e mera apertura della partita Iva. Limite dei 35 anni di età inoltre è previsto per l’utilizzo del regime agevolato anche oltre il 4° periodo d’imposta successivo all’inizio dell’attività. Il provvedimento del 22.12.2011 precisa comunque che coloro che per scelta o per il verificarsi di una causa di esclusione cessano di applicare il regime agevolato, non potranno più avvalersene, anche quando nel corso dei 5 anni e non oltre il periodo d’imposta di compimento del 35esimo anno d’età, risultino nuovamente in possesso dei requisiti previsti.

 

REGIME NUOVE INIZIATIVE PRODUTTIVE: COSA PREVEDE LA LEGGE

I contribuenti che hanno iniziato l’attività nel 2008 e, nonostante abbiano i requisiti previsti per accedere al  regime dei minimi, scelgono di non beneficiarne, e optano così per il regime delle nuove iniziative produttive, così come indicato all’articolo 13 della Legge 23.12.2000 n. 388 o per quello ordinario, dal 2012 hanno la possibilità di utilizzare il nuovo regime dei minimi per i periodi d’imposta residui al completamento dei 5 anni previsti, ovvero non oltre il periodo d’imposta di compimento del 35esimo anno d’età. L’opzione resta valida sempre per tre annualità.

 

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Argomenti: Regime dei minimi