Regime dei minimi 2016: cosa cambia per le partite Iva?

Un nuovo regime dei minimi per il 2016? Vediamo cosa potrebbe cambiare per le partite Iva.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Un nuovo regime dei minimi per il 2016? Vediamo cosa potrebbe cambiare per le partite Iva.

Con la prossima legge di Stabilità il regime dei minimi per le partite Iva potrebbe diventare più conveniente.   Il governo Renzi, infatti, sta pensando dei provvedimenti che possano avvantaggiare start up e piccoli professionisti. A lanciare la proposta il viceministro dell’Economia Luigi Casero.   Una modifica al regime dei minimi è necessaria ormai da tempo e se ne era discusso anche nel 2015 giungendo alla creazione del regime forfettario del 15%. Nonostante l’introduzione del regime forfettario, però, si è deciso di mantenere in vita anche il regime dei minimi al 5% per tutto il 2015 in presenza dei requisiti necessari.   Fino al 31 dicembre 2015, quindi, è possibile aprire una partita Iva, se in possesso dei requisiti, mantenendo il regime dei minimi in alternativa a quello forfettario. Ma questa possibilità verrà meno dal 1 gennaio 2016 e proprio in questo senso occorrerà intervenire per permettere alle partita Iva con guadagni non troppo elevati e alle prime esperienze lavorative di poter sopportare le tasse imposte.   Dal ministero dell’Economia, però, spiegano che per il 2016 è previsto un nuovo regime dei minimi che potrebbe vedere il tetto dei ricavi innalzarsi dai 15 ai 30 mila euro per i libero professionisti. Per i primi 5 anni di vita delle start up l’aliquota da applicarsi, invece del 15% previsto dal regime forfettario, potrebbe essere del 5% permettendo alle partite Iva di avere le stesse condizioni di convenienza che si avevano con il vecchio regime dei minimi.   Secondo le previsioni ad avvantaggiarsi di questo nuovo regime potrebbero essere circa 800

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Argomenti: Regime dei minimi

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