Referendum voucher lavoro: dopo l’abrogazione dei buoni sfuma il voto

Ecco le reazioni del mondo politico all'abolizione dei voucher lavoro.

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Ecco le reazioni del mondo politico all'abolizione dei voucher lavoro.

Con l’approvazione da parte della Commissione Lavorto della Camera dell’eliminazione dei voucher lavoro, sfuma il voto del 28 maggio al riguardo. L’emendamento abroga gli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act , ovvero gli articoli dedicati al lavoro accessorio.

L’emendamento non punta ad una eliminazione immediata dei buoni lavoro ma ad un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2017, in cui i voucher già acquistati potranno continuare ad essere utilizzati per il pagamento del lavoro accessorio. Dall’entrata in vigore del decreto, però, i voucher lavoro non potranno più essere venduti.

Abrograzione dei voucher lavoro: quali le reazioni?

L’emendamento presentato dal Pd che elimina i voucher lavoro ha portato ad inevitabili polemiche. Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria ha commentato in questo modo “La linea passata sui voucher è molto deludente, anche come scelta della politica” aggiungendo che” Se proprio si deve fare, si faccia il referendum. Smontare una cosa senza dibattito non ci sembra la strada giusta”.

Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato ha commentato che “L’idea di cancellare i voucher dopo averne ampliato il campo di applicazione è espressione di una linea oscillante tra timide aperture alla realtà delle cose e repentini ritorni alle battaglie squisitamente simboliche. Ieri le collaborazioni, oggi i voucher “.

Sergio Pizzolante, capogruppo di Area popolare in Commissione Lavoro, non soddisfatto ha commentato che “Noi non siamo d’accordo. L’abolizione dei voucher è un passo indietro verso la preistoria del mercato del lavoro. Significa consegnare centinaia di migliaia di giovani al lavoro nero ed è un danno enorme per le imprese; soprattutto nei settori dei servizi del commercio e del turismo”.

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